Il dolore
Chiude il Caffè al Teatro «In centro c’è meno vita»
Dopo 26 anni il gestore, Michele Sciarillo, ha deciso di farsi da parte Nel locale sono passati artisti come Moni Ovadia e Pamela Villoresi
PRATO. Il Caffè al Teatro, storico bar ristorante di via Verdi, dirimpettaio del Metastasio, chiude i battenti e cambia gestione. L'ha annunciato ieri il titolare del locale, Michele Sciarillo, che nel 1986 - quando il fondo ospitava l'ex Circolo Matteotti - lo rilevò per trasformarlo in un caffè letterario.
Il locale, unico nel suo genere in città, in pochi anni diventò un punto di riferimento per gli artisti, i tecnici e i dipendenti del teatro e un ritrovo per tutti gli appassionati di cultura.
Durante la stagione del Met, il caffè per decenni, è stato quasi un "secondo foyer" per il prima e dopo spettacolo, dove il pubblico si intrufolava, sicuro d'incontrare qualche celebrità.
Adesso, dopo tante pagine scritte nella storia della cultura pratese, i titolari (Sciarillo dal 2006 ha ceduto parte delle quote a un socio) hanno deciso di cedere l'attività. Il locale è stato venduto a degli acquirenti di Pistoia, che probabilmente ne ricaveranno un ristorante.
«Siamo costretti a lasciare- ha spiegato Sciarillo- da cinque anni a questa parte la crisi si fa troppo sentire e il centro non è più frequentato come una volta. Anche organizzare eventi è diventato difficile e a parte i soliti amici che vanno e vengono, mantenere il caffè aperto non ha più i vantaggi di una volta. La gente non si ferma a bere qualcosa, né vengono più a fare l'aperitivo. E' diventata una missione impossibile».
«Quando sono partito, ormai quasi trent'anni fa- continua- l'associazionismo andava alla grande. Con Luigi Nidito, che allora era assessore, creammo l'associazione Arberesh e il circolo da politico divenne culturale. Al caffè si sono esibiti per anni grandi interpreti: da Moni Ovadia, a Claudio Morganti, senza dimenticare l'amicizia che mi lega ai maggiori attori e registi pratesi come Pamela Villoresi e Paolo Magelli. Per anni questo locale ha ospitato i più grandi, attirando talenti affermati ed emergenti. Adesso però le cose sono cambiate e io preferisco tornarmene al mio paese, Maschito, in provincia di Potenza, dove - come ho fatto nelle ultime estati- andrò a gestire un anfiteatro comunale, promuovendo eventi, spettacoli e concerti».
«Anche se cedo il caffè- conclude Sciarillo- non ho intenzione di lasciare Prato definitivamente. Mi legano troppi ricordi a questa città, qui ho mia figlia e con delle giovani compagnie teatrali ci sono dei progetti che vorrei comunque portare avanti. Certo è che, da oggi in poi, passando da via Verdi e non vedendo più l'insegna del caffè sulla porta, mi si stringerà un po' il cuore».
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