Il Tirreno

Prato

Il cimitero scoppia Oltre settanta salme da esumare

di Eleonora Barbieri

Nonostante l’ampliamento il camposanto è insufficiente Tra le tombe interessate anche quella di monsignor Risaliti

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POGGIO A CAIANO. C'è anche monsignor Ruggero Risaliti tra le oltre settanta salme che saranno riesumate nei prossimi giorni al cimitero comunale di Poggio.

La tomba del compianto prelato, morto nel 1990, a cui, tra l'altro è intitolata la piazza dove si affaccia il campo santo, si trova nel secondo quadro a destra all'ingresso del cimitero che l'amministrazione ha deciso di esumare per liberare nuovi spazi da destinare a nuove inumazioni.

Nonostante l'ampliamento e le precedenti riesumazioni, infatti, il cimitero "scoppia". I posti sono pochi e i defunti troppi. L'anno scorso era toccato al primo quadrante a destra, ma la boccata d'ossigeno è durata poco. In pochi mesi, infatti, anche questo terreno è già giunto al tutto esaurito. E non siamo che all'ennesima esumazione.

Nel secondo quadro a destra saranno esumate le salme che abbiano completato il turno ordinario di inumazione pari a dieci anni. Settantasette in tutto. In pratica tutto il fazzoletto di terra preso in considerazione.

Nell'elenco troviamo gente comune, tante suore dell'Istituto delle Minime, molti personaggi poggesi e nomi conosciuti addirittura oltre i confini comunali, come monsignor Risaliti che lasciò il segno nella piccola e cattolicissima comunità medicea.

Quel che resta del corpo dell'amatissimo parroco poggese come delle altre settantasei salme, finirà in urne cinerarie o nelle cassette di zinco contenenti le ossa del defunto, da sistemare o in cellette ossario da acquisire in concessione, o all'interno di loculi già in concessione per altri congiunti rispettando però alcuni vincoli di parentela. In caso di disinteresse o irreperibiltà dei parenti, il Comune depositerà i resti del defunto nell'ossario comune.

Come al solito, quando si parla di esumazioni nel cimitero poggese, si materializza lo spettro dell'incompleta mineralizzazione dei corpi. A causa di un terreno troppo argilloso, infatti, in passato si sono verificati numerosi casi che hanno delineato macabri scenari e spiacevoli situazioni per i parenti dei defunti. Nel caso ci si trovi di fronte nuovamente al problema, ci sono due possibilità: lasciare la salma nella fossa per un altro anno o procedere alla cremazione, a spese dell'amministrazione comunale e con il consenso dei parenti.

Ad occuparsi delle esumazioni sarà la cooperativa Samarcanda che gestisce il cimitero comunale. Le operazioni inizieranno dall'alto, da sinistra verso destra.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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