Il Tirreno

Prato

I gioielli della nonna ora vanno a finire nei “Compro oro”

di Barbara Burzi
I gioielli della nonna ora vanno a finire nei “Compro oro”

C’è chi vende per necessità e chi per paura dei ladri Catenine o anelli: si possono ricavare 26 euro al grammo

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PRATO. La crisi di liquidità che colpisce i pratesi si misura dal numero di negozi di “Compro oro” che sono spuntati in tutti gli angoli della città. Mentre per molti settori quello appena trascorso è stato un anno da dimenticare, nel mercato dell’oro usato, in controtendenza, si è assistito a una crescita del giro d’affari. Sono in aumento gli esercizi specializzati che ritirano gioielli e preziosi in cambio di denaro contanti. Rappresentano il business del momento. Negozi dove è possibile entrare a vendere la collanina del battesimo, l’anello del fidanzato che nel frattempo è diventato ex, i gioielli lasciati dalla nonna o magari ricevuti in regalo per la prima comunione e uscirne con un gruzzoletto di soldi. L’occasione è ghiotta specialmente adesso che il prezzo dell’oro è salito alle stelle e la necessità di monetizzare in tempi di crisi si fa più forte.

Ma il trend dell’oro usato non è trainato soltanto dalle difficoltà finanziarie in cui molte famiglie si trovano, negli ultimi tempi ad aver influenzato le scelte dei pratesi ha contribuito l’incubo di rapine e furti. «Nell’80 per cento dei casi – racconta la commessa di Oro cash in via Roma – la paura di subire furti in casa o rapine per strada rappresenta il motivo principale che spinge le persone a rivolgersi a noi. A questo si aggiunge il fatto che il periodo non è dei migliori e in caso di necessità si preferisce monetizzare per comprare qualcos’altro o far fronte alle esigenze di tutti i giorni». Un’opinione condivisa anche da Silvia Baldelli del negozio Oro contante, in via Carlo Livi, che a proposito di percezione di insicurezza da parte della clientela racconta un aneddoto: «Una volta mi è capitato di ricevere un cliente che voleva vendere un orologio d’oro dopo aver subito una tentata rapina che gli aveva causato una ferita al polso. Mi disse che era un regalo di suo padre, ma che adesso preferiva venderlo poiché era legato a un ricordo negativo». «C’è anche il fatto che l’oro va meno di moda, si indossa poco, ma sul mercato è pagato bene», aggiungono da Gold stores in via Magazzini. Il prezzo è dato dal peso, misurato in grammi, e dalla caratura, cioè la percentuale di oro presente nella lega. «Noi paghiamo fino a 26 euro al grammo qualsiasi oggetto in oro 18 carati – afferma la negoziante di Gold Stores - le pietre, se ci sono, vengono smontate e restituite al cliente». «Del resto la quotazione dell’oro puro è alle stelle – fa notare la negoziante di via Livi – nell’ordine di circa 43 euro l’oncia». Finora soltanto la Manovra Monti che prevede la tracciabilità dei pagamenti oltre i mille euro è riuscita a frenare l’appetito dei potenziali clienti attratti proprio dal desiderio di liquidità. «Oltre i mille euro non è più possibile pagare in contanti – continua Silvia – se si supera quest’importo il pagamento avviene con l’assegno, scontentando, purtroppo, quei clienti che non hanno un conto corrente».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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