Il Tirreno

Prato

Facebook, la porta del lavoro nero

di Maria Lardara
Facebook, la porta del lavoro nero

Proliferano le offerte delle estetiste sui social network. Lucchesi di Confartigianato: «Così si favorisce l’evasione»

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PRATO. C'è chi s'iscrive per crearsi una rete di amici virtuali, chi per fare opinione, chi perché desidera fare pubblicità alla propria attività. Poco male. Il punto è quando a viaggiare sul pianeta Facebook è un'attività "sospetta". Certo, uno ci pensa due volte prima di dichiarare spudoratamente che lavora a casa senza rilascio di ricevuta. Prendiamo il caso della ricostruzione delle unghie che negli ultimi anni va tanto di moda. Ma su Facebook si presentano anche cuochi pratesi a domicilio: stanno ai fornelli, cucinano deliziosi manicaretti, ma la fattura per il cliente non è necessariamente assicurata.

Sulla piazza virtuale, si sa, parlano meglio le immagini. Scatti di unghie colorate e decorate, declinate in tutte le fantasie possibili, trovano spazio sulle pagine del social network. Basta digitare nomi come "Ilaria Nails", "Ylenia Nails", "Elisa Ricostruzioni Unghie", "Nail Art" per farsi sorgere il dubbio: in molti casi, si presentano trattamenti in zona Prato, senza nessun riferimento a un negozio fisico dove si pratica la ricostruzione unghie. In altri, si rimanda alla posta privata per dare informazioni più esatte. Sul profilo pubblico di una certa Ilaria B., ad esempio, compare la sezione "le mie foto": mani e piedi bellissime, grazie a decorazioni in gel. La giovane non l'ha certo pubblicate per piacere personale. Ne abbiamo una riprova, mandandole un messaggio privato su Facebook utilizzando un account di fantasia: è lei stessa ad ammettere, dopo aver incassato i complimenti per le sue piccole opere d'arte, di ricostruire le unghie nelle quattro mura domestiche.

Persino il responsabile provinciale della federazione benessere di Confartigianato Enzo Lucchesi, ammette di essere incappato una volta in queste "promozioni" fai da te di unghie a domicilio su Facebook. «Si trattava di una ragazzina fresca di scuola - racconta - l'avevo messa in guardia sull'attività a nero». Chi promette unghie da favola a casa evade il fisco due volte, secondo Lucchesi: «E' illegale la ricostruzione delle unghie senza il diploma di estetista. Ed è illegale farlo a casa senza pagare le tasse. Il problema - denuncia Lucchesi - è che questa gente si sente impunita perché lo fa nel proprio nucleo domestico. A prevalere è poi la percezione che tanto siamo in Italia e che tanto non si fanno controlli. Non è così. Per fronteggiare la piaga dell'abusivismo di estetiste e parrucchiere, fenomeno ultimamente in crescita a Prato, abbiamo in calendario un incontro con l'Agenzia delle entrate».

Sembra insomma che la crociata antievasori lanciata dal governo Monti non sortisca effetto sulla categoria degli abusivi, come dimostra il proliferare di offerte di servizi "a nero" pubblicizzati su internet e, ultimamente in modo più velato, anche su Fb. Il responsabile di Confartigianato la butta anche sull'etica. «Il consumatore che si rivolge all'estetista a casa contribuisce ad alimentare l'evasione fiscale».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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