Il Tirreno

Prato

La Fattoria Medicea: crolli e abbandono

di Cristina Orsini
La Fattoria Medicea: crolli e abbandono

Viaggio nelle Cascine di Tavola con il vicesindaco Goffredo Borchi L’edificio sotto sequestro da 4 anni. Avanti i lavori per canali e Rimessa

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PRATO. Preziosissima ma a rischio di scomparire. E’ la fattoria medicea del Parco delle Cascine, voluta la Lorenzo dei Medici, il Magnifico, progettata probabilmente da Giuliano Sa Gallo, realizzata nel 1477 e divenuta il modello dell’azienda agricola rinascimentale. Ecco, di quel pezzo pregiato- oltre 30mila metri quadrati di manufatti - da qui a qualche mese potrebbero rimanere cataste e catasta di mattoni antichi. E poco altro.

Il viaggio dentro le Cascine con il vicesindaco con delega all’Ambiente Goffredo Borchi, parte proprio di qui, dall’ingresso della Fattoria, cancelli chiusi, edifici scoperchiati, muri caduti, sigilli ancora attivi. Sì, la Fattoria medicea del Magnifico, è ancora sotto sequestro da parte della magistratura da quattro anni il prossimo luglio. Peccato che il maltempo dei mesi scorsi abbia provocato il crollo di una parte dell’impalcatura che a sua volta ha abbattuto il muro esterno del quadrilatero, peccato che le travi scoperte che sorreggevano i tetti si stiamo spaccando, peccato che i muri degli edifici, fino al 2008 in via di ristrutturazione, dai quali era stati asportati i tetti, si stiano sgretolando. «Lancio un appello alla magistratura - dice Borchi - solitamente così sensibile alla tutela dei beni artistici, affinchè anche a Prato si dia da fare per sbloccare questa situazione, prima che di un esempio di architettura rinascimentale forse tra i importanti d’Italia non resti più nulla». Il rischio c’è ed è ormai prossimo: la ditta che quattro anni fa aveva montato le impalcature tutt’attorno alla Fattoria, da due giorni le sta smontando. «Siamo fermi da anni - spiega Salvatore Volpicelli, il titolare della società - e siamo fuori per una cifre innimaginabile. Non ce lo possiamo più permettere. Abbiamo ottenuto il via libera e ce ne stiamo andando». Quando la rete di impalcature non proteggerà più muri già fortemente indeboliti, probabilmente altri crolli avverranno. Poi altri ancora.

Il Comune su quella porzione di Cascine, in mano a privati, ha le mani legate. «Per questo stiamo procedendo speditamente - continua Borchi - su quello che è di proprietà pubblica». Ed è vero.

Il sopralluogo, ieri, effettuato dal l’assessore accompagnato dal dirigente Sergio Spagnesi, dall’ingegnere Giampaolo Bonini e dal dirigente Asm Marco Mascelli, esperto di verde, è servito a fare il punto: la Rimessa delle Barche, il primo progetto che verrà concluso («entro giugno dell’anno prossimo» garantisce Borchi) è stata completamente ripulita dalla vegetazione e parallelamente sono stati eliminati quintali e quintali di rovi che occludevano i canali. Con un intervento di 850mila euro - già stanziati - la Rimessa delle barche si trasformerà in un centro polivalente a due piani : accoglienza, mostre, auditorium, mentre i canali verranno riallagati «utilizzando l’acqua depurata da Baciacavallo»: il canale delle Corse (dove in barca si osservavano le gare coi cervi e coi cavalli), il canale che passa sotto il ponte dell’Ombrellino (da ricostuire)la rete di via d’acqua che girano attorno all’isolotto per poi arrivare lungo i campi e fino alla Villa di Poggio a Caiano.

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