La protesta
Una radiografia della filiera per conoscerne le potenzialità
Non si può parlare di impresa senza usare due termini: credito e filiera. E queste due parole sono state al centro degli interventi di Vincenzo Cangioli per l’Unione industriale e Carlo Longo
PRATO. Non si può parlare di impresa senza usare due termini: credito e filiera. E queste due parole sono state al centro degli interventi di Vincenzo Cangioli per l’Unione industriale e Carlo Longo per la Camera di commercio.
CREDITO. A sollevare l’argomento è stato Cangioli. «Le aziende - ha detto - hanno retto bene alla crisi ma adesso il sistema bancario stra traccheggiando troppo: deve reimmettere liquidità nel sistema. Le imprese hanno voglia di investire e non ci si può autofinanziare in eterno». Concetto ripreso subito anche da Carlo Longo. «Ci sono imprese pronte anche a fare investimenti coraggiosi - ha commentato - ma è necessario che le banche tornino a fare la loro parte».
FILIERA. Quante aziende ci sono ancora per ogni fase della filiera? E cosa fanno? Una radiografia della capacità produttiva della filiera è il prossimo progetto a cui lavoreranno Unione industriale e Camera di commercio. Quando davvero ci sarà la ripresa del lavoro sarà necessario capire se la filiera è integra e come le aziende delle varie fasi lavorano. E’ un progetto ambizioso a cui si è pensato dopo l’incendio del Carbonizzo Lavati. «Quando il Comune ha intimato subito il trasferimento - ha spiegato Cangioli - ci siamo resi conto del tipo di lavoro che quest’azienda faceva e delle ripercussioni che si sono create nell’indotto. Non possiamo più permetterci di non conoscere come, quanto e con chi lavorano le varie aziende: dobbiamo conoscere la filiera prima che ci sia bisogno di aziende che non ci sono più».
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