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il caso sasch

L’Anm bacchetta Mazzoni «Ha aggredito i giudici»

L’Anm bacchetta Mazzoni «Ha aggredito i giudici»

PRATO. «Il diritto di critica dei provvedimenti giudiziari è legittimo e va riconosciuto a tutti, ma deve essere esercitato nei limiti stabiliti dalla nostra Costituzione senza trasfondere in...

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PRATO. «Il diritto di critica dei provvedimenti giudiziari è legittimo e va riconosciuto a tutti, ma deve essere esercitato nei limiti stabiliti dalla nostra Costituzione senza trasfondere in gratuite forme di offesa».

Lo afferma in una nota diffusa ieri la Giunta distrettuale toscana dell’Associazione nazionale magistrati, quattro giorni dopo l’incontro avuto martedì coi giudici del Tribunale di Prato in seguito alle affermazioni del deputato del Pdl Riccardo Mazzoni che ipotizzava l’esistenza di «Tribunali speciali» pronti a condannare il sindaco Cenni, indagato per bancarotta fraudolenta. La Giunta dell’Anm, presieduta da Paolo Canessa, si legge nella nota, «esprime solidarietà e vicinanza ai colleghi che si stanno occupando di procedure relative alla Sasch spa, i quali sono stati recentemente oggetto di indebite aggressioni, riportate dalla stampa, in ragione di provvedimenti adottati».

«Purtroppo occorre constatare - aggiunge l’associazione dei magistrati - come spesso è diventato un esercizio diffuso, ma inaccettabile, quello di confondere la legittima critica dei provvedimenti con l’attacco a singoli magistrati o uffici giudiziari ingiustamente sospettati di piegare le regole processuali a fini diversi da quelli di giustizia».

Dura la replica di Mazzoni. Non mi lascio intimidire, dice il deputato del Pdl: «Mi chiedo se sono stato io a offendere la giustizia, oppure chi ha deciso la nomina di un curatore che si è rivelata quantomeno inopportuna, tanto che quello stesso curatore ha sentito il dovere, sia pure in ritardo, di dimettersi dall'incarico. Per me la polemica era chiusa, ma, visto che l'Anm parla di "indebite aggressioni" sulla vicenda del fallimento Sasch, sarà mia premura ripresentare l'interpellanza - che avevo ritirato - per sentire il parere del ministro della Giustizia. Quanto alla risibile accusa secondo cui avrei violato la Costituzione, invito l'Associazione magistrati a meditare su quante volte loro colleghi l'hanno violata».

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