Sicurezza
Accertamenti sulla villa di Cenni venduta al russo
L’acquirente dell’immobile del Forte non è il socio moscovita del sindaco Un’operazione di routine, ma avvenuta alla vigilia degli avvisi di garanzia
PRATO. Del compratore non si conosce il nome. Si sa soltanto che è un facoltoso imprenditore russo, uno dei tanti che fanno incetta di ville di prestigio in Versilia. E’ l’acquirente della villa di Vittoria Apuana, frazione di Forte dei Marmi, che il sindaco Roberto Cenni ha venduto prima di ricevere, alla vigilia di Natale, un avviso di garanzia per bancarotta fraudolenta in relazione al fallimento del Gruppo Sasch.
Dalla Procura non è finora filtrato nulla sulle indagini, fatta eccezione, appunto, per gli otto avvisi di garanzia che riguardano le famiglie Cenni e Giovannelli e altri quattro ex amministratori del gruppo.
Si apprende ora, però, che alcuni accertamenti contabili hanno riguardato, nelle scorse settimane, anche quell’operazione immobiliare, la vendita della villa di Forte dei Marmi. Un’operazione di routine, se non fosse avvenuta alla vigilia dell’apertura dell’inchiesta sulla presunta bancarotta.
I finanzieri del Nucleo di polizia tributaria hanno svolto accertamenti sulla compravendita e per capire dove sono finiti i soldi dell’acconto e del saldo, ufficiosamente confluiti in una delle aziende coinvolte nel fallimento. Sembra comunque che siano stati gli stessi legali del sindaco Cenni a sollecitare quegli stessi accertamenti, nella convinzione che non ci sia nulla da nascondere.
Viene riferito che il compratore russo non è quel Roman Klimenkov che compare più volte negli atti dell’inchiesta penale, cioè il socio russo della Sasch per colpa del quale il gruppo avrebbe perso almeno 26 milioni di euro. Se fosse stato lui a comprare la villa, infatti, sarebbe immediatamente sorto il sospetto di una vendita simulata, visti gli strettissimi rapporti intercorsi negli anni tra l’imprenditore Cenni e il socio moscovita.
Invece non è così. E non si conosce nemmeno l’esito degli accertamenti contabili compiuti dal Nucleo di polizia tributaria.
Nel frattempo il sindaco Cenni ha messo in vendita anche un’altra villa con piscina che possedeva, tramite la società Cancelli Rossi all’Impruneta.
L’inchiesta sulla presunta bancarotta fraudolenta, come detto, procede a fari spenti e la Procura finora è stata molto attenta a non scoprire le proprie carte. Sono accertamenti documentali e acquisizioni di testimonianze che richiedono tempi non brevi. Non risulta finora che siano state chieste rogatorie internazionali e solo tra qualche settimana, nella migliore delle ipotesi, si comincerà a capire in quale direzione si è mossa la Procura.
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