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Prato

Zejnati (Uil) «Stranieri sempre vessati»

PRATO. Ha disertato l'incontro con il ministro dell'Integrazione in visita giovedì scorso a Prato. E Qamil Zejnati, responsabile ufficio immigrazione della Uil pratese e del Comitato autonomo...

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PRATO. Ha disertato l'incontro con il ministro dell'Integrazione in visita giovedì scorso a Prato. E Qamil Zejnati, responsabile ufficio immigrazione della Uil pratese e del Comitato autonomo immigrati pratesi, spiega quelle che reputa le proprie buone motivazioni. «Secondo il nuovo regime del permesso a punti, per integrarmi dovrei dimostrare alcuni requisiti, primo fra tutti la conoscenza dell'italiano e della Costituzione. Ma lo Stato cosa mi dà in cambio? Non certo la cittadinanza. Mi hanno invitato all'incontro con il ministro. Ci sarebbe stato solo da litigare visto che il governo Monti non ha fermato il corso introdotto dall'ex ministro Maroni. Oltre al permesso a punti, gli stranieri si ritrovano la nuova tassa sui rinnovi dei permessi. Tutti i politici si riempiono la bocca con la parola integrazione ma nessuno sa come riempirla. Tornando al permesso a punti, non esiste un limite temporale prestabilito di due anni, come vorrebbero farci credere dal governo, per integrarsi». Una storia, quest'ultima, che lascia a Qamil l'amaro. «E' una pessima trovata: gli stranieri continuano a subire in silenzio. Devo essere sincero: a livello sindacale, locale come nazionale, non trovano difesa. E qui alla Uil fra i tessili abbiamo oltre il 60% di stranieri iscritti». (m.l.)

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