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Prato

il processo

Molestie in piscina: assoluzione

Molestie in piscina: assoluzione

Non è colpevole il pachistano che era accusato di violenza sessuale

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PRATO. Fu una ragazzata e non un tentativo di violenza sessuale. Lo ha stabilito ieri il Tribunale presieduto da Ettore Nicotra che era chiamato a giudicare il comportamento di un giovane pachistano, Aamer Nadeem, accusato di violenza sessuale nei confronti di due ragazze di 12 anni, molestate durante il bagno alla piscina comunale di via Roma il 20 e il 27 giugno del 2006 durante il campo estivo della parrocchia della Chiesanuova.

Al pachistano (insieme a un minorenne giudicato a parte) la Procura contestava di aver palpeggiato le due dodicenni. Lui, difeso d’ufficio dall’avvocato Fabio Fattorini, si è sempre difeso dicendo che era stato solo uno scherzo, e il pubblico ministero Eligio Paolini ha accolto questa tesi, chiedendo l’assoluzione dell’imputato.

All’ultima udienza i giudici avevano ascoltato la testimonianza di una delle due ragazze, ora diciottenne, che aveva detto di non ricordarsi bene quello che era successo, essendo ormai passati sei anni.

Si ricordava ancora molto bene le presunte molestie una sua amica, anche lei ora diciottenne, che fu avvicinata dal pachistano una settimana dopo il primo episodio. Le due ragazze partecipavano al campo estivo della parrocchia di Chiesanuova ed erano alla piscina comunale di via Roma. La seconda ha raccontato di essere stata avvicinata da dietro dal giovane pachistano, che l'avrebbe tirata sott'acqua tentando di abbassarle gli slip del costume. La ragazza gli dette un calcio e uscì subito dall'acqua.

Furono avvertiti gli animatori e don Serafino Romeo, che alla scorsa udienza ha testimoniato in aula, e furono chiamati i carabinieri. Entrambe le ragazze hanno poi riconosciuto nel giovane pachistano l'autore delle molestie (il primo episodio era accaduto una settimana prima, sempre alla piscina di via Roma) e lo straniero è stato indagato con l'accusa di violenza sessuale.

Ma come detto, il Tribunale si è convinto che non ci fossero gli estremi per una condanna per violenza sessuale e ha assolto l’imputato dall’accusa.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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