Finanza
Botta e risposta tra l’Anm e Mazzoni (Pdl) sul caso Sasch
L’associazione dei magistrati: indebite aggressioni ai giudici pratesi. Il deputato: non mi faccio intimidire
Botta e risposta tra l’Associazione nazionale magistrati e il deputato del Pdl Riccardo Mazzoni sul caso Sasch. La Giunta distrettuale toscana della Anm, quattro giorni dopo l’incontro coi colleghi pratesi in Tribunale, ha diffuso una nota in cui «esprime solidarietà e vicinanza ai colleghi che si stanno occupando di procedure relative alla Sasch spa i quali sono stati recentemente oggetto di indebite aggressioni, riportate dalla stampa, in ragione di provvedimenti adottati».
La Anm Toscana ribadisce che «il diritto di critica dei provvedimenti giudiziari è legittimo e va riconosciuto a tutti, ma deve essere esercitato nei limiti stabiliti dalla nostra Costituzione senza trasfondere in gratuite forme di offesa».
«Purtroppo occorre constatare - prosegue la nota - come spesso è diventato un esercizio diffuso, ma inaccettabile, quello di confondere la legittima critica dei provvedimenti con l'attacco a singoli magistrati o uffici giudiziari ingiustamente sospettati di piegare le regole processuali a fini diversi da quelli di giustizia. Ciò premesso, confermiano la massima vicinanza ai colleghi di Prato che, anche nel caso del fallimento Sasch spa, hanno operato ed opereranno con la massima professionalità e serenità nella applicazione delle norme di legge.».
«Se il documento dell'Anm toscana intende essere una forma di intimidazione per limitare la libera espressione del pensiero di un deputato della Repubblica - replica Riccardo Mazzoni - avverto il sindacato dei magistrati che questa volta ha sbagliato indirizzo, perché non ho alcuna intenzione di lasciarmi intimidire. Mi chiedo se sono stato io a offendere la giustizia, oppure chi ha deciso la nomina di un curatore che si è rivelata quantomeno inopportuna, tanto che quello stesso curatore ha sentito il dovere, sia pure in ritardo, di dimettersi dall'incarico. Per me la polemica era chiusa, ma, visto che l'Anm parla di "indebite aggressioni" sulla vicenda del fallimento Sasch, sarà mia premura ripresentare l'interpellanza - che avevo ritirato - per sentire il parere del ministro della Giustizia. Quanto alla risibile accusa secondo cui avrei violato la Costituzione, invito l'Associazione magistrati a meditare su quante volte loro colleghi l'hanno violata, inpuniti e nell'assordante silenzio del loro sindacato».
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