Il Tirreno

Prato

«Leggi speciali? Qui non ne servono» E scoppia la polemica

di Ilenia Reali
«Leggi speciali? Qui non ne servono» E scoppia la polemica

Il ministro Riccardi a Prato boccia la proposta di Mazzoni La Lega Nord diserta l’incontro: «Pensa solo agli immigrati»

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PRATO. E’ arrivato a Prato con un sorriso e una carezza per tutte le persone che ha incontrato. L’equilibrio delle dichiarazioni incentrate sull’esigenza di fare un percorso di integrazione che però parta dal rispetto delle regole, ripetuto per tutto il pomeriggio come un mantra, non è bastato al ministro all’integrazione Andrea Riccardi ad andar via dalla città multietnica senza lasciare una scìa di polemiche che si sono sommate a quelle che lo vedono protagonista delle polemiche politiche romane.

«No, non ritengo che questa città abbia bisogno di una legge speciale» una frase pronunicata all’uscita dall’incontro con gli studenti in Provincia che ha fatto scattare immediatamente la replica, a distanza, del coordinatore provinciale del Pdl Riccardo Mazzoni che, con una proposta di legge già pronta per essere presentata alla Camera, chiede cinquemila verifiche fiscali e ambientali nelle aziende del distretto parallelo, la costituzione di una banca dati sulle attività illegali e l’ ’introduzione di un’agevolazione del 30% sui consumi di energia elettrica per quelle imprese del distretto “bianco” in regola con fisco e contributi.

«Il ministro Riccardi - ha commentato il parlamentare pratese e coordinatore del Pdl - evidentemente ignora i problemi che è venuto a trattare, ha bocciato senza nemmeno averla letta la proposta di legge speciale per Prato che sto per presentare. E' una scivolata che si poteva risparmiare».

«Così come poteva evitare di dire altre banalità sull'integrazione a scuola e sul fatto che il governo deve pensare prima agli immigrati e poi agli italiani. Dovrebbe informarsi e apprenderebbe che nelle scuole pratesi l'integrazione non può avvenire in maniera lineare a causa dei bambini cinesi che nascono a Prato, vengono spediti in Cina e tornano in età scolare senza conoscere nemmeno una parola di italiano. La sua proposta di insegnare il cinese,e non l'italiano, ai cinesi è dunque quantomeno paradossale. Si rassicuri, poi, che i cinesi di Prato a sé ci pensano abbondantemente da soli attraverso un collaudato sistema di illegalità che prospera ormai da due decenni. La prossima volta che verrà a Prato, se non sarà sfiduciato prima, il ministro Riccardi torni dunque un po' più preparato».

Mazzoni non è stato l’unica polemica sollevata in città per la visita del ministro. Già dalla mattina il consigliere della Lega Nord Leonardo Soldiaveva fatto sapere che avrebbe disertato l’incontro. «Non mi interessa - aveva detto - incontrare un ministro che, anziché svolgere la funzione per la quale è stato chiamato, ossia quella di tecnico di questo Govrno, fa politica più di qualsiasi altro politico. Non ho alcuni interesse nell’incontrare chi pensa che i problemi del paese siano dare le case agli zingari e concedere la cittadinanza ai figli degli immigrati nati in Italia e abbreviare i tempo per conseguire la cittadinanza». Polemica ripresa immediatamente dal collega di partito, l’europarlamentare Claudio Morganti che ha definito l’opera di Riccardi «discriminatoria nei confronti degli italiani».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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