Il dolore
La giunta boccia la centrale elettrica nell’area protetta
Il sindaco Cecconi: «Non sarebbe stata compatibile con i regolamenti, con il rischio di deturpare l’ambiente»
VERNIO. La centrale idroelettrica sul torrente Carigiola non verrà realizzata.
La giunta comunale di Vernio ha espresso parere contrario in quanto il progetto non soddisfa i requisiti di pubblico interesse nello sfruttamento delle risorse idriche.
Il parere della giunta non è vincolante, perché la competenza idrica è della Provincia, ma verrà comunque riportato all' interno della Conferenza dei servizi che sarà convocata.
«La decisione - spiega il sindaco Paolo Cecconi - è stata dettata dai dati forniti dal nostro tecnico da cui emergeva che la centrale non sarebbe stata compatibile con il regolamento dell'Anpil Alto Carigiola, saremmo andati a deturpare l'unico parco protetto del territorio, da qui la mancanza del requisito di pubblico interesse».
La relazione tecnica fa riferimento proprio all' articolo 18 in cui si sottolinea l'importanza della salvaguardia dell'integrità dell' ambiente e all' articolo 4 in cui si parla di tutela della flora e della fauna, elementi che potrebbero essere minacciati sia nella fase di allestimento del cantiere, sia dalle opere di urbanizzazione che, secondo il progetto, prevedono la realizzazione di una strada e opere di scavo per la presa dell' acqua. Proprio l’atilizzo dell’acqua, inoltre, porterebbe ad una diminuzione notevole della portata del torrente.
Il progetto della centrale risale al 2010, quando il regolamento Anpil non era ancora stato approvato, al tempo la giunta aveva dato parere favorevole anche se nei fatti non è mai stata firmato una convenzione con la società Genesio proprietaria dell' impianto.
Nel febbraio del 2010 è stata approvata una bozza di convenzione tra i Comuni di Vernio e Cantagallo e la società Genesio, per la realizzazione dell'impianto che prevedeva l'investimento a totale carico della società e una partnership con i due Comuni per un periodo di 15 anni salvo rinnovo e proroghe.
«Il cambiamento - sottolinea Cecconi - non va letto come un rifiuto allo sviluppo delle fonti di energia alternativa, sul territorio, infatti, sono attive diverse centrali idriche tra queste anche quella del Parco del Cangione che ufficialmente verrà inaugurata ad aprile, ma in realtà è già funzionante».
La logica con cui la giunta all'unanimità ha bloccato il progetto, quindi, è stata quella del bene comune, della salvaguardia dell’ambiente: la realizzazione di una centrale idroelettrica avrebbe portato vantaggi minori alla collettività rispetto a quella della deturpazione del parco. A spostare l'ago della bilancia su un parere negativo anche l'entrata in vigore di nuove normative nazionali e del nuovo piano strutturale. Nel 2010, infatti, gli obiettivi specifici del "Sistema funzionale della valorizzazione ambientale" erano la valorizzazione di importanti risorse naturali e delle fonti rinnovabili di energia. Il concetto di pubblico interesse, quindi, era considerato lo sfruttamento delle risorse idriche ai fini di produzione di energia elettrica, da qui il primo parere favorevole per la realizzazione della centrale.
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