Il Tirreno

Prato

Eccola la generazione metà e metà

Eccola la generazione metà e metà

Presentato in Provincia il libro che raccoglie i testi di due ragazzi orientali che si sentono cinesi e italiani

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PRATO. Gioia Mo aveva 16 anni e la voglia di fissare in parole il suo vissuto di emozioni e sensazioni. Potere catartico della scrittura. Sedici anni, in fondo troppo pochi per ragionare sui massimi sistemi dei processi d'integrazione.

Eppure, nel suo racconto intitolato "Un giorno", Gioia scriveva che "gli stereotipi non esistono da soli, si creano con il tempo, si creano con le persone e diventano una catena che avvolge". Pratese dalla nascita, oggi la studentessa del Copernico ha 17 anni quando ammette serenamente di sentirsi "metà pratese, metà cinese": invece Anna, la protagonista della finzione narrativa che le ha fatto vincere il primo premio del concorso letterario promosso dalla Provincia e dalla Monash Univercity, vive il dramma delle doppie radici. Cinese e italiana, appunto.

Anna, il personaggio del racconto, "dovette decidere chi voleva essere". A giugno scorso la penna di Gioia Mo era stata proclamata vincitrice dai due altri vincitori, i pratesi del premio Strega: Sandro Veronesi e Edoardo Nesi. Così come quella di Wei Dong Wu, 17enne autore del racconto "La mia gente ha i suoi problemi".

Testimonianza intrisa di pessimismo di una Prato vista con gli occhi di ragazzino "sradicato", sconsolato nell'ammettere che forse un giorno dovrà scegliere se "stare con gli italiani o con i cinesi".

Intanto il nome di Wei Dong, l'altro vincitore della prima edizione del concorso rivolto alle seconde generazioni (nate in Italia da genitori stranieri oppure arrivati qui fin da piccoli), sta fra le pieghe di un libro pubblicato dalla "Piano B", finanziato da Provincia e Monash, insieme agli altri 25 "pratesi" di origine straniera che si sono cimentati nell'arte della letteratura.

Il tema dell'altro come diverso da noi (e viceversa) riecheggia tra le pagine di "Seconda Generazione", pubblicazione stampata per il momento solo in circa 500 copie, nella misura in cui - come sottolinea con una certa licenza poetica Veronesi nella prefazione - "per gli altri, noi siamo gli altri" e "quando gli altri scrivono di noi, noi siamo gli altri".

Tutti i brani dei ragazzi, anche quelli che non hanno superato il voto della giuria formata dai due premi Strega, sono confluiti così in questa pubblicazione: quasi il 50% dei novelli scrittori parla cinese ma ha scritto rigorosamente in italiano. «Sono orgoglioso di questo libro: presto ne ristamperemo altre copie - annuncia Nesi -. E sono lieto anche di annunciare la seconda edizione del concorso il cui termine scadrà il 31 ottobre prossimo. Fatevi avanti ragazzi, anche quelli che hanno già vinto o partecipato. Questi giovani autori ci raccontano una Prato vista con altri occhi, ci danno come regalo la possibilità di vederci riflessi negli occhi degli altri». Un volume che lo stesso Nesi, nella prefazione, si sente di dedicare ai pratesi e alle pratesi. «Perché è un libro necessario». Da scrittore a scrittore, per i ragazzi è stato bello farsi esaminare gli scritti da due autori famosi come Nesi e Veronesi. L'autore di "Caos calmo" è rimasto colpito dall'età giovanissima dei candidati, quasi tutti alunni di liceo.

«Dobbiamo avere il coraggio di produrre queste iniziative per non prestare il fianco al fallimento della politica quando si parla di integrazione - sottolinea Veronesi -. Questi racconti dei ragazzi sono un seme portentoso. Il rischio c'era, perché quando si scrive si mette a nudo la propria anima, figuriamoci quando si scrive in un'altra lingua. Dobbiamo portare come esempio questo libro e farlo vedere un po' in giro, anche fuori Prato». "Seconda Generazione" raccoglie frammenti di una vita vissuta talvolta ai margini della società pratese, una vita - a detta di questi giovani autori - troppo spesso infarcita di luoghi comuni. A questo proposito è il presidente della Provincia Lamberto Gestri che, richiamando il monito del presidente Napolitano sui nuovi bambini "italiani", racconta un aneddoto: «Ho consegnato il volume a uno dei miei figli: uno di loro è venuto da me mi ha detto: "Babbo, avete fatto una cosa bellissima". Il mio grazie va a questi ragazzi che hanno scritto di sé e ci hanno permesso di conoscere meglio».

Fino al 31 ottobre 2012 sarà dunque possibile partecipare alla seconda edizione con un'opera letteraria, di narrativa o di saggistica oppure una poesia o una raccolta di poesie in lingua italiana. Per poter inviare il proprio lavoro è necessario non aver superati i 30 anni, essere nati a Prato o aver frequentato qui il percorso scolastico. Le opere dovranno essere inviate a Provincia di Prato, ufficio protocollo, via Ricasoli 25.

di Maria Lardara

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