Sicurezza
«Si va verso una chiusura degli impianti»
Allarme del presidente di Faib-Confesercenti: «Preoccupa la corsa a proclamarsi innovatori»
PRATO. «La crisi nella gestione degli impianti di distribuzione carburante si fa sentire, anzi siamo in una fase dilagante».
Esordisce così Moreno Veronese, presidente della Federazione autonoma italiana benzinai aderente a Confesercenti, con l'amarezza di dovere constatare una situazione in netto e costante peggioramento.
Da un lato le compagnie che non lasciano margini soddisfacenti ai gestori, dall'altra una mancata programmazione per una adeguata razionalizzazione delle rete distributiva.
«Non solo - spiega Veronese - la tendenza inversa ha preso da tempo il sopravvento con la marcata accentuazione dell'effetto liberalizzatorio, e per di più quello che sconcerta ad oggi, è non solo la presa di posizione e il relativo protocollo d'intesa del presidente Rossi con alcune catene della grande distribuzione, ma anche la corsa a proclamarsi innovatori da parte dell'assessore alle Attività produttive del Comune di Prato. Parrebbe, a detta di quest'ultimo, che la preannunciata apertura dell'impianto Conad a Maliseti, ammesso che sia il solo, sia la panacea di tutti i mali dei consumatori che risparmieranno sul pieno di benzina».
Di sicuro, - continua il presidente Veronese, una certezza sarà sicuramente quella di vedere chiudere impianti, che già a fatica reggono i costi di gestione.
«E non ci raccontino - insiste Veronese - del riassorbimento, da parte della Gdo, del personale fuori uscito dal settore, in presenza di chiari indirizzi di diminuire il servizio sugli impianti».
E non è una novità, ricorda il presidente, visto che alcune compagnie lo stanno già facendo nel nostro comune a seguito del rilascio dei gestori che se ne vanno a causa delle condizioni economiche insostenibili; senza contare il fatto che non tutti vogliono o possono adeguarsi al fai da te.
«Se così sarà - conclude il presidente di Faib-Confesercenti, Veronese - avremo una città che dirotterà, come sta avvenendo nel commercio, i consumi verso grandi colossi lasciando "a piedi" le piccole e medie imprese e i servizi immancabilmente ne risentiranno».
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