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Mongolia, il console è un pratese

Mongolia, il console è un pratese

Insignito del titolo Piero Bardazzi, 55 anni, rappresentante di tessuti e fibre

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PRATO. L'investitura era nell'aria da un po' di tempo, ma l'ufficialità è arrivata solo alla fine di gennaio di quest'anno con la concessione dell'exequatur (il permesso che lo Stato di residenza accorda ad un individuo designato dallo Stato di invio come console). La concessione dell’exequatur è il presupposto necessario affinché un console possa esercitare le proprie funzioni. Piero Bardazzi, pratese di 55 anni, rappresentante di fibre e prodotti tessili da oltre venti, è stato insignito del titolo di console onorario della Mongolia in Toscana. «Ho cominciato vent'anni fa come rappresentante in Prato di un'azienda statale mongola con partnership americana nata per l'esportazione di cashmere, la cui raccolta nel paese fino a quel momento, veniva effettuata solo dai cinesi - spiega Bardazzi - da lì in poi ho sviluppato una serie di rapporti e relazioni commerciali che mi hanno portato a viaggiare molto tra l'Italia e la Mongolia, dove torno almeno un paio di volte l'anno».

Una delle missioni principali del neo console, nell'ambito delle sue funzioni di rappresentanza diplomatica, è la diffusione della cultura mongola nel distretto toscano. Oltre che favorire lo sviluppo di relazioni di amicizia e di cooperazione tra le due aree. «Per me è un motivo di grande orgoglio essere stato scelto per promuove qui l'immagine di un paese così lontano e allo stesso tempo così ricco di storia e non solo - afferma - dove, per via della massiccia presenza di risorse minerarie, negli ultimi dieci anni si stanno concentrando gli interessi di tutto il mondo».

All'interno di questo quadro si potrebbero presentare nuove opportunità anche per il distretto tessile sul fronte del del cashmere. A questo proposito il neo console onorario Piero Bardazzi è stato ricevuto dal prefetto Maria Guia Federico per un incontro istituzionale, durante il quale si è messo in evidenza la volontà di instaurare buoni rapporti di collaborazione tra le due comunità. Per dare immediatamente seguito alle promesse fatte, dal suo ufficio consolare con sede in via Firenzuola 18, Piero Bardazzi ha già buttato giù qualche idea. «La mia intenzione - afferma - è quella di agevolare gli scambi tra Mongolia e il nostro distretto industriale portando alcune aziende di tessile e moda nel paese asiatico per organizzare una sfilata, al termine della quale aprire una tavola rotonda con imprese mongole e italiane».

Barbara Burzi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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