Finanza
Mercato del Forte, negozi in rivolta
Confesercenti all’attacco del Comune: «È intollerabile una seconda edizione nel giro di un paio di mesi»
PRATO. Se la prima volta li aveva fatti storcere il naso, la seconda è la proverbiale goccia che fa traboccare il vaso. Che si tenga a gennaio come a marzo, l'imperativo è sempre lo stesso: quel mercato non s'ha da fare. Commercianti, ambulanti e non, di nuovo sul piede di guerra contro la decisione dell'amministrazione di "importare" le bancarelle da Forte dei Marmi. Che torneranno domenica 11 marzo in piazza Duomo. Tanto da far saltare i nervi ad Anva Confesercenti che già a gennaio aveva detto no al mercato del Forte.
In associazione il telefono squilla da giorni: sono le telefonate ricevute dagli ambulanti che si lamentano non tanto per "l'incursione" dei colleghi dalla Versilia, quanto per le scelte dell'amministrazione.
«Una nuova edizione del mercato a distanza di soli due mesi è veramente troppo - incalza il presidente Lirio Diddi -. Si continua a far arrivare da fuori iniziative che potrebbero benissimo essere confezionate con le risorse del distretto. Non siamo contrari a eventi che animano la città, ma occorrerebbe confrontarsi per scegliere quelli che non danneggiano il comparto locale».
Il ritorno del Mercato del Forte, in nome della qualità e del pregio dei prodotti d'abbigliamento, è un boccone troppo amaro da ingoiare per chi, come Renata Antonelli, titolare della storica lavanderia di via della Stufa e venditrice ambulante da 45 anni: «Questa amministrazione dovrebbe vergognarsi. Mentre chiamano gli ambulanti dal Forte, noi qui paghiamo le tasse al Comune. E non vengano a dirmi che il mercato del lunedì è scadente: non ho mai comprato un pezzo dai cinesi, mi sono sempre rifornita con lo stock di firme da tutta la Toscana. Se la logica è far arrivare i migliori da fuori, visto che a Prato molti lanifici stanno chiudendo, bisognerebbe allora chiamare quelli di Biella?».
Di "sgarro" nei confronti degli ambulanti del lunedì parla anche Luca Innocenti, proprietario dello storico punto vendita di via della Stufa che con il banco al mercato dà mano alla madre Renata, mentre Fabiana Poggesi del negozio "La Chiccheria" di piazza Duomo lancia un'idea per valorizzare i commercianti pratesi quando tocca alle bancarelle del Forte. «Potrebbero farci mettere un banchino fuori sul marciapiede. Non è giusto che si chiamino operatori da fuori quando noi siamo tutti i giorni qui a lavorare a pagare le tasse». Per Silvano Fusi del negozio "Silvano" di via Muzzi, «questi mercati portano via soldi dalle tasche delle gente che poi non viene a comprare nei negozi», mentre per Paolo Biti, la cui vetrina in via Guizzelmi è un'istituzione (il negozio "Biti" ha oltre cento anni), «quello del mercato del Forte è solo un marchio, un nome di richiamo dietro cui si nasconde comunque roba di mercato». Per Angela infine, commessa del "Cheap & Shop" in via Muzzi fresco d'apertura, «questi mercati tagliano le gambe ai commercianti perché chi sceglie il mercato del Forte fa acquisti mirati e non entra poi nei negozi». Sulla risonanza legata al nome del Mercato del Forte Anva Confesercenti rincara la dose: «A parte il nome che evoca il luogo di villeggiatura dei vip, qualitativamente ed esteticamente è un mercato paragonabile ad altri».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
