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Violenze in famiglia: al pronto soccorso 39 casi in due mesi
Anche l’Asl 4 dallo scorso gennaio partecipa alla sperimentazione del progetto regionale “codice rosa” : una stanza dove le vittime possono raccontare le loro drammatiche esperienze assistiti da una task force di esperti
Nell'Asl 4 di Prato, da gennaio 2012 si è dato inizio alla sperimentazione del progetto regionale "codice rosa". Una task force aziendale costituita da professionisti di diverse discipline (medici e infermieri del Pronto Soccorso, ginecologi, psichiatri, psicologi, pediatri e assistenti sociali) garantisce la massima tempestività per l'accoglienza, l'assistenza e la cura delle vittime di violenza ed attiva una rete di protezione tra le istituzioni.
Stamattina sono stati presentati i primi risultati del progetto nel corso di una conferenza stampa tenuta dall'assessore regionale al diritto alla salute Daniela Scaramuccia.
Hanno partecipato Bruno Cravedi, direttore generale dell'Asl 4 in rappresentanza delle direzioni generali delle Aziende (Prato, Lucca, Arezzo e Viareggio) partecipanti alla sperimentazione; Francesco D'Andrea, avvocato generale in rappresentanza della Procura Generale della Repubblica presso la Corte d'Appello di Firenze, e Vittoria Doretti, medico dell'Asl 9 responsabile della task force del codice rosa di Grosseto.
Nel mese di gennaio 2012 al pronto soccorso dell'ospedale di Prato sono stati registrati 22 accessi rosa. Si tratta di 17 donne con traumi dovuti a violenza subita dal proprio partner, 2 uomini e 3 bambini di cui un adolescente che hanno riportato segni di violenza da persona familiare. Sono stati 17 gli accessi rosa registrati nei primi ventitrè giorni di febbraio. 13 sono donne maltrattate dal proprio partner, 2 uomini e 2 anziani che hanno subito violenze fisiche e verbali all'interno della propria famiglia. I casi più critici sono stati discussi e valutati in seduta plenaria.
All'interno dell'area Pronto soccorso è stata allestita la stanza "rosa", uno spazio protetto dove le vittime sono accolte con "confidenzialità" in modo da facilitare il racconto della drammatica esperienza.
Da marzo la task force risponde telefonicamente 24 ore su 24 a tutti gli operatori sanitari che hanno necessità di una consulenza per assolvere ai compiti di assistenza o a quelli di carattere giudiziario. La Procura e le Forze dell'Ordine condividono con il personale sanitario tutte le iniziative per la presa in carico della vittima.
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