Il Tirreno

Prato

Lo spacciatore Snoopy aveva un autista italiano

In manette un giovane iracheno: consegnava cocaina, hashish e marijuana da Prato a Firenze. E per gli spostamenti usava un “tassista” pratese

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PRATO. Lo spacciatore di cocaina si fa chiamare Snoopy, ma non andava a rifornire Charlie Brown. Lo hanno seguito da Prato a Firenze, per scoprire che aveva ingaggiato un “tassista” italiano che lo accompagnava nei suoi frequenti viaggi.

In manette, lunedì sera, è finito Karim Benyamine, 22 anni, un clandestino che dice di essere nato in Iraq e abita in via Siena. Gli uomini della squadra mobile lo hanno agganciato intorno alle 19, grazie al “tassista”. Quest’ultimo, un trentenne pratese, lo aspettava al volante di una Renault Twingo all’angolo tra via Lazzerini e via Zarini. I poliziotti in borghese, che tenevano d’occhio da tempo lo spacciatore, lo hanno visto salire sull’utilitaria e hanno deciso di seguire la vettura, che ha imboccato la Declassata e poi ha preso l’autostrada. La meta del viaggio era un negozio di via Baracca, a Firenze, davanti al quale Benyamine si è incontrato con un fiorentino di 37 anni. Tra i due c’è stato un rapido scambio e poi le loro strade si sono divise, come le auto civetta della Mobile.

La prima si è fermata in via Baracca, dove ha perquisito l’abitazione del cliente. Il fiorentino ha dovuto ammettere di essersi appena rifornito dallo spacciatore e gli sono state sequestrate sette dosi di cocaina, una dozzina di grammi di marijuana e 27 di hashish.

Nel frattempo l’altra squadra della Mobile ha raggiunto la Renault Twingo a un distributore di viale Guidoni, dove l’autista italiano stava facendo rifornimento. Alla vista dei poliziotti, il giovane iracheno ha tentato di fuggire ed è stato bloccato dopo una breve colluttazione. In tasca aveva altre due dosi di cocaina e 1.535 euro in contanti.

Parlando con l’autista italiano, i poliziotti hanno appreso che quest’ultimo era stato ingaggiato dallo spacciatore per essere accompagnato ogni tanto a Firenze per le sue “consegne”, ma l’italiano ha detto che non sapeva che cosa dovesse consegnare, e la polizia sembra credergli.

Sul conto del giovane iracheno, invece, pendeva anche un’ordinanza di custodia cautelare, sempre per spaccio di sostanze stupefacenti, emessa lo scorso 9 dicembre dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Prato. La misura non era stata eseguita perché come detto lo spacciatore è clandestino e non si sapeva dove abitasse abitualmente. Al termine degli accertamenti, il giovane è stato dunque arrestato con le accuse di spaccio di cocaina, resistenza e violenza a pubblico ufficiale (la colluttazione nell’area di servizio). E’ stato rinchiuso nel carcere di Sollicciano, a disposizione della magistratura.

Nessun provvedimento è stato invece preso nei confronti del “tassista” italiano, che almeno per un po’ ha perso un cliente.

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