Finanza
La Marzocco dona 130 libri al Centro “Nara”
PRATO. La libreria Marzocco ha deciso di festeggiare la festa della donna donando al Centro anti violenza “Nara” 130 libri raccolti durante il mese di dicembre e gennaio con l'iniziativa Porta un...
PRATO. La libreria Marzocco ha deciso di festeggiare la festa della donna donando al Centro anti violenza “Nara” 130 libri raccolti durante il mese di dicembre e gennaio con l'iniziativa Porta un libro in libreria. «L'idea- spiega Elena Martini - ci è venuta quasi per caso, volevamo fare un progetto con uno sfondo sociale e culturale, abbiamo raccolti molti libri, anche per bambini e poi abbiamo contattato il centro Nara».
I tanti volumi donati verranno catalogati nel centro di documentazione del centro, attualmente sono classificati 350 volumi tra romanzi, testi di psicologia e documenti specifici sulla violenza alle donne, quelli per bambini invece saranno destinati al prestito. «Pensiamo di creare dei punti biblioteca all' interno delle nostre case di accoglienza - spiega Donatella Pugi responsabile del Centro di documentazione per cercare di rendere più familiare l'ambiente, soprattutto per i più piccoli». L'iniziativa della libreria Marzocco, riporta l'attenzione su un fenomeno che negli ultimi tempi sembra essere esploso, anche su Prato; nel 2011 i casi nuovi seguiti sono stati 196 di cui 67 sono donne straniere e 129 italiane, a queste si sommano 117 donne che stanno ancora effettuando un percorso; nei primi mesi del 2012 le richieste di aiuto al centro sono state 44 , cifre che indicano un aumento delle denunce anche se molti maltrattamenti rimangono sommersi. «Operiamo da 15 anni su tutta la Provincia e abbiamo seguito 1949 casi - spiega Loredana Dragoni responsabile del centro Nara - con un lavoro in rete insieme al pronto soccorso, agli assistenti sociali e alle forze dell' ordine, per ogni donna che si rivolge a noi studiamo un percorso specifico che possa aiutarla a trovare un equilibrio e ricominciare».
Le segnalazioni arrivano anche tramite il numero verde 1522 che smista le chiamate nazionali ai centri più vicini alle vittime. Secondo le ultime statistiche il 38% delle donne che chiede aiuto sono straniere, la maggior parte è vittima di uomini italiani, il restante 62% sono denunce di italiane con età compresa fra i 30 e i 45 anni. «Non esiste nessuna correlazione fra il grado di cultura o di benessere economico e la violenza - spiega Dragoni - è un fenomeno trasversale che spesso ha origini nei comportamenti familiari dei genitori». Il centro si occupa di vari tipi di violenza; da quella fisica-psicologica a quella economica, un fenomeno in crescita che toglie alla donna qualsiasi possibilità di gestire la propria vita, creando una sorta di dipendenza dal proprio violentatore. «I percorsi che attuiamo - spiega Dragoni - sono di diverso tipo in casi estremi si arriva ad allontanare la donna e i figli minori dalla famiglia per accogliere in centri temporanei».
Alessandra Agrati
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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