Attenzione
Boscaiola e allevatrice ma con i tacchi a spillo, nel podere Biagi
PRATO. Un paio di scarponi anti-infortunio le fanno compagnia da mattina a sera, quando è in missione lungo i torrenti a ripulire i fossi dal fogliame. «Ma nel mio guardaroba non mancano certo i...
PRATO. Un paio di scarponi anti-infortunio le fanno compagnia da mattina a sera, quando è in missione lungo i torrenti a ripulire i fossi dal fogliame. «Ma nel mio guardaroba non mancano certo i tacchi». Le parole di Antonella Biagi del Podere Biagi di Vernio sono tutto un programma. Di una donna che ha scelto l'azienda di famiglia per realizzarsi professionalmente.
E ce l'ha fatta, perché occuparsi delle vacche di razza Calvana, 23 fattrici e un toro, affiancando il tutto all'attività di pulizia dei fossi su incarico della Comunità Montana Val Bisenzio, le dà una bella soddisfazione.
E pensare che fino al 2008 un lavoro Antonella, diplomata in ragioneria, ce l'aveva nel tessile come dipendente di uno sciarpificio. «Forse precorrendo un po' la crisi, io e mio fratello decidemmo di tornare nell'azienda agricola fondata dal nonno. Un ritorno alle radici che sentivamo come dovere morale».
Tra animali da accudire, motoseghe e trattore da maneggiare, le giornate di Antonella trascorrono all'insegna della fatica. Il lavoro di boscaiola le dà una responsabilità in più visto che molte calamità naturali si possono prevenire ripulendo l'alveo dei fiumi. «Il lavoro è lavoro. S'inizia all'alba e non si sa a che ora si finisce. La vita sociale scarseggia, ma l'emozione che mi suscitano gli animali è davvero grande». Al Podere Biagi il tabù della parità è stato sconfitto molto tempo fa. «Nell'azienda agricola non ci sono maschi e femmine. Tutti fanno tutto e nessuno comanda». (m.l.)
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