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Prato

Mazzoni: «Nessuna unità ipocrita» Innaco: «Soddisfatti»

Cristina Orsini
Mazzoni: «Nessuna unità ipocrita» Innaco: «Soddisfatti»

«Finalmente non sono più un coordinatore nominato, sono un coordinatore eletto. Ed è un gran sollievo». Riccardo Mazzoni, confermato alla guida del Pdl, il giorno dopo.

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PRATO. «Finalmente non sono più un coordinatore nominato, sono un coordinatore eletto. Ed è un gran sollievo». Riccardo Mazzoni, confermato alla guida del Pdl, il giorno dopo.

Cena per festeggiare al Datini, strette di mano. Tutto molto sobrio. Perché il lavoro inizia subito. «Un congresso - riflette - è sempre un dato di democrazia. C’è una parte che ha vinto e una che ha perso. E c’è l’interesse del partito che deve essere attentamente valutato da entrambe le parti e quindi un coordinatore che ha il compito di guidare il partito non può che auspicare un confronto serio, sereno ma nelle doverosa distinzione tra maggioranza e minoranza interna». Il coordinatore confermato per altri tre anni (58% e 42%) ha un rammarico forte: «I toni truculenti usati dai miei avversari». Che Mazzoni fatica a dimenticare: «Sono aperto alla collaborazione di tutti - dice - ma almeno nella fase iniziale chi ha perso sarà minoranza. Se poi il lavoro futuro porterà a una ricomposizione, bene. Per ora però credo sia meglio una distinzione chiara piuttosto che un’unità ipocrita». «Si sono impegnate - aggiunge - troppe energie in una battaglia non sui contenuti ma sulla conta. E’ stata una prova di forza che non ho voluto, non ho cercato e ho tentato evitare fino all’ultimo. Ora però bisogna guardare avanti e impegnare tutte le energie sul sostegno del sindaco e della giunta, anche migliorando la qualità del ruolo di stimolo che il partito può avere». Con l’attenzione però puntata sul gruppo regionale. «Sullo sfondo - continua Mazzoni - resta la posizione del capogruppo regionale che si è impegnato in prima persona in questo congresso, alimentando lo scontro invece che porsi come elemento di moderazione.

E su questo Alberto Magnolfi qualche riflessione la dovrebbe fare». Anche in vista della prossima assise: il congresso per il coordinamento comunale: « Al quale spero ci sia modo di arrivare con un confronto sereno. Un partito - conclude - una guerra la può sopportare, due diventerebbero dilanianti col rischio di trasformarsi in guerre di secessione». Soddisfazione per il risultato anche nel gruppo che fa capo a Francesco Innaco e Gianluca Banchelli. «E’ stato un ottimo risultato - spiega Innaco - il 42% va oltre le nostre aspettative. Significa che la nostra non era una battaglia di retroguardia ma una questione politica da cui non poter prescindere. E’ su queste basi - aggiunge - che si deve iniziare un percorso di ricomposizione che però deve essere posta nei termini del risultato ottenuto». Nessun inchino ai vincitori, dunque, da parte del gruppo che ha sfidato Mazzoni. «Sarà lui - continua Innaco - che dovrà prendere atto della situazione e che dovrà tenere presenti le esigenze di un larga parte del partito. Attendiamo con ansia - conclude - che Mazzoni convochi il primo coordinamento provinciale».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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