Gli immobili “fantasma” non sfuggono al Fisco
L’Agenzia del Territorio ha scoperto nella provincia di Prato 1.188 unità Conti salati per i proprietari che non li hanno denunciati al Catasto
PRATO
L’Agenzia del Territorio non crede ai fantasmi. Soprattutto se si tratta di “immobili fantasma”: villette, magazzini, garage e quant’altro che sono nati come funghi nel corso degli anni ma senza essere denunciati al Catasto, facendo risparmiare, così, non pochi soldi ai proprietari. Ieri l’Agenzia del Territorio ha reso noti i dati relativi al 31 dicembre 2011 dell’attività di regolarizzazione dei fabbricati mai dichiarati al Castasto o che hanno subìto variazioni non dichiarate. Questi immobili sono stati portati alla luce grazie alla sovrapposizione delle ortofoto aeree ad alta risoluzione alla cartografia catastale. Sull’intero territorio italiano sono state individuate 1.081.698 unità immobiliari di diverse tipologie a cui è stata attribuita una rendita (definitiva o presunta) pari a 817,39 milioni di euro. Anche Prato, in questo bilancio complessivo, ha recitato un piccolo ruolo. Infatti sono stati individuati complessivamente 1.188 unità immobiliari per una rendita catastale pari a 1.038.918 euro. Andando nello specifico sono 309 le abitazioni, 309 i magazzini, 353 le autorimesse, 217 le unità immobiliari catalogate come “altro”. Una situazione che, tutto sommato, appare molto meno grave di quelle riscontrate in altre province toscane. Ad Arezzo le unità immobiliari individuate sono state 11.448, a Siena 9.019, a Pisa 7.801, a Firenze 6.870, a Lucca 5.665, a Grosseto 7.591, a Massa Carrara 4.581, a Pistoia 4.829.
Il ritorno per le casse dello Stato e per quelle comunali, nel caso di Prato, è difficile da calcolare. «Bisogna scendere nei casi particolari e capire i singoli immobili come sono stati classificati, e, se per esempio, parlando di case, si parla di prima o di seconda abitazione - spiega l’assessore al Bilancio Adriano Ballerini - è chiaro che comunque si tratta di risorse preziose per le nostre finanze. Il fatto che nel nostro territorio siano emersi pochi immobili fantasma deriva dal fatto che accertamenti particolareggiati sono stati effettuati negli anni passati».
Su base nazionale il Dipartimento della Finanze ha stimato che la maggiore rendita iscritta in atti, determina un gettito quantificabile, ai fini Imu, in circa 356 milioni di euro, ai fini dell’imposta sui redditi in circa 110 milioni di euro e ai fini dell’imposta di registro sui canoni di locazione pari a circa 6 milioni, per un gettito stimato complessivo, erariale e locale, pari a circa 472 milioni di euro. (g.c.)
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