Il Tirreno

Prato

La Rivista del Buzzi fa il tutto esaurito

di Barbara Burzi
La Rivista del Buzzi fa il tutto esaurito

Il nonno si risveglia dal coma dopo 30 anni e ...«0h Dio, la mia Prato». Tessile, fallimenti e pezze protagonisti delle gag

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PRATO

Due ore di rivista sono il regalo delle pagliette del Buzzi alla città di Prato. «C’è chi passeggia lungo il Bisenzio, chi scrive una canzone , loro, hanno scelto questo modo qua per manifestare tutto l’amore che provano per questa città». E’ cominciata con una dedica accompagnata a suon di musica la prima dello spettacolo “Ancora Primi” (un omaggio al fondatore del gruppo goliardico, scomparsi un anno fa, Umberto Primi) è andata in scena ieri sera sul palco del teatro Metastasio davanti a un platea che ha registrato il tutto esaurito. Una serie di sketch e siparietti musicali che hanno come soggetto la città tessile con i suoi luoghi comuni abilmente intrecciati in una trama divertente ed esilarante. Insomma, le risate sono assicurate per chi ama questo genere di comicità nello stile di quella che ormai è a tutti gli effetti una tradizione pratese. Al centro della storia, il nonno imprenditore tessile che si risveglia dal coma dopo trent’anni in una città che non è più quella che aveva conosciuto negli anni Ottanta, in pieno boom economico. «Al posto della Cassa di risparmio è arrivata la Banca popolare di Vicenza, della lira l’euro, di un sindaco di centrosinistra uno di centrodestra e, sono pronto a scommetterci, al posto dei semafori rotonde e sottopassi», dice. Sarà il figlio a raccontare al padre che dopo essersi diplomato al Buzzi non ha potuto fare nient’altro che «vendere le ultime pezze a stock, i macchinari all’estero e affittare il capannone ai cinesi». Non è la Prato che si piange addosso quella rappresentata nella rivista del Buzzi,ma il tentativo di raccontare in chiave ironica un cambiamento (ritornello che gira dall’inizio alla fine dello spettacolo) di cui il pratese moderno prende atto: «E’ normale che i tempi cambino, siamo noi che dobbiamo adattarci» ,afferma. Non è mancata la satira politica e al centro del mirino c’è stato il sindaco Cenni e le sue vicende giudiziarie di imprenditore. «C’ho talmente tanti debiti – dice il buzzino – che mi par d’essere la Sasch». E via giù con le risate che fanno da coro anche quando in uno sketch si racconta del sequestro di una ditta in seguito a un’operazione di controllo della squadra interforze. «Ora come si fa senza riscuotere l’affitto? – si chiede il proprietario del capannone – s’è chiesto lavoro in Provincia ma ci hanno detto che chiudono anche lì». Per raccontare il presente e ricostruire il futuro si è deciso di partire dal passato: il secondo tempo comincia, infatti, con un ritorno all’antico modo di governare degli antenati dei pratesi ambientando la scena durante un consiglio comunale del popolo etrusco che decise, all’epoca, di costruire Gonfienti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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