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Veleni all’Asl 4 sul voto decentrato

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Veleni all’Asl 4 sul voto decentrato

Difficoltà per 500 dipendenti. Giovanni Iorio (Cgil): «Stupiti dall’atteggiamento non neutrale dell’azienda»

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PRATO

Elezioni Rsu nella sanità pubblica pratese, beato chi troverà l'urna a due passi dal luogo di lavoro. Toccherà invece andare a cercarsela per oltre 500 lavoratori con il camice che, da lunedì prossimo fino a mercoledì 7 marzo, avranno la possibilità di scegliere la propria rappresentanza sindacale. Toccherà spostarsi e "scomodarsi", complicarsi la vita insomma. Non senza costi aggiuntivi per l'azienda sanitaria.

In pratica, chi opera nei distretti sanitari di Prato Nord, Vernio e Montemurlo, ad esempio, dovrà chiedere permesso (retribuito) al datore di lavoro, prendere l'auto o l'autobus per andare a votare nell'unico seggio allestito all'ospedale. Per ridurre i possibili disagi, in nome di una partecipazione più ampia possibile alla votazione della Rsu, si è battuta con le unghie e con i denti la Funzione pubblica della Cgil che il 28 febbraio scorso si è vista però respingere il ricorso al Comitato dei garanti, presso la Direzione territoriale del lavoro, contro la decisione della Commissione elettorale dell'Asl di non prevedere seggi mobili nelle sedi territoriali.

«La volontà - spiega Giovanni Iorio, segretario provinciale della Fp Cgil - sarebbe stata quella di facilitare le operazioni di voto per oltre 500 lavoratori, alcuni in servizio fuori Comune. Tale richiesta è stata ostacolata dal Comitato che ha ritenuto inammissibile il nostro ricorso. L'atteggiamento intransigente della rappresentante dell'Asl che avrebbe dovuto assumere una posizione neutrale ci ha molto stupito e amareggiato. Ci aspettavamo una posizione contraria della Cisl (componente del comitato insieme alla Cgil, una rappresentante dell'Asl e il presidente, ndr), ma non l'entrata a gamba tesa dell'Asl, leggendo in tutta questa operazione una saldatura "velata" tra azienda sanitaria e Cisl. Senza contare l'aggravio a carico del contribuente per gli spostamenti che si renderanno necessari. Il diritto al voto è uguale per tutti e gli oltre 500 dipendenti Asl che non lavorano in ospedale dovevano essere messi in condizione di poterlo esercitare».

Stando a fonti Cgil, risulta che all'azienda sanitaria un dipendente costi in media 20 euro l'ora. Un altro oggetto del contendere, sempre legato alle decisioni della Commissione elettorale, riguardava l'orario di apertura dei seggi (anzi del seggio, l'unico nel presidio ospedaliero), previsto inizialmente dalle 9 alle 17 nei tre giorni di voto.

«In questo modo - fanno notare Giovanni Iorio e Sandro Malucchi della Fp Cgil - chi montava il turno di notte della domenica sera e staccava alle 7 del lunedì sarebbe rientrato il giovedì successivo. Troppo tardi, insomma: di fatto si ostacolava l'esercizio del voto».

Su questa richiesta del sindacato di piazza Mercatale è scattato il semaforo verde del Comitato dei garanti (dunque si vota dalle 7 alle 17), mentre quella dei seggi itineranti si è infranta contro il no dell'Asl 4 in quanto, a detta della rappresentante Laura Brogi, faceva fede la Commissione elettorale sulla partecipazione al voto. Niente seggi decentrati dunque. «Non abbiamo nessuna garanzia che quegli oltre 500 lavoratori votino Cgil, ma una Rsu è tanto più forte quanto più è sostenuta dalla maggiore partecipazione», sottolinea Iorio.

Ad avvelenare la vigilia del rinnovo nella categoria del pubblico impiego, è dunque questo braccio di ferro con l'Asl 4 dove i lavoratori aventi diritto al voto sono 2.120 e i candidati nelle file della Fp Cgil sono 29.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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