Finanza
Redditi: zero. Ma una flotta di Mercedes
L’elenco dei beni sequestrati ai Terracciano. Castoldi vigilerà sui conti delle pizzerie Donchisciotte
PRATO
Alla voce redditi, zero. Tanto avrebbe “dichiarato” Giacomo Terracciano, ritenuto il capo dell’omonimo clan in odore di camorra, dal 1994 al 2011. Lo sostiene il collegio dei giudici che ha autorizzato sequestri di beni per 41 milioni di euro al clan. E mentre dichiarava zero, aggiungono i giudici, sui suoi conti sarebbe transitato più di un milione di euro, avrebbe comprato un’auto da 67.000 euro, qualche cavallo da corsa, oltre ad aver affittato un capannone. Parte da questa sproporzione il provvedimento di prevenzione grazie al quale gli hanno sequestrato la Mercedes SL 500 e una serie di società che secondo la Procura sono intestate a pretanome: la Transcontinental di Napoli, la Vecchia Fattoria di Monsummano (intestata ad Attilio Viscusi), la Immart srl di Prato, la scuderia Jacarè di Pierluigi Giannoni a Empoli, la Tre Mc di Prato (intestata al catanese Antonio Inzerilli), la Firenze Gestioni di Montecatini (Giuseppe Di Giovanni), la Trot for Joy di Montecatini (Gennaro Casillo), la Pegaso srl di Uzzano (Luca Barollo), la Cobar attrezzature alberghiere di Agliana, la Sardinia Line di Fucecchio e la Sa-Be di Montale. Le ultime tre società sono formalmente intestate a Paolo Bartolini, 44 anni, pratese residente in provincia di Pistoia, già indagato insieme ai Terracciano nell’inchiesta condotta dalla squadra mobile e dalla guardia di finanza nel 2009. Potrebbe essere lui un personaggio chiave nei conti del gruppo Terracciano.
Anche Carlo, fratello di Giacomo, secondo i giudici dichiara il minimo indispensabile: nulla tra il 1999 e il 2003, tra gli 11.000 e i 15.000 euro fino al 2008, poi più nulla. Gli hanno comunque sequestrato una Mercedes 300, quote nella società Altegia, l’associazione Club amici miei di via Paolini e beni della convivente.
Uno schema che si ripete per Antonio, figlio di Giacomo Terracciano: redditi al minimo e 950.000 euro transitati sui suoi conti. E anche lui viaggia in Mercedes S 300. Nei suoi confronti è scattato il sequestro della Hous Company srl di via Baldinucci, della Terra srl, di terreni a Città di Castello e Quarrata, dell’associazione fiorentina Endecasillabo e terreni a Pollena Trocchia, il paese in provincia di Napoli nel quale sono iniziate le fortune della famiglia Terracciano e al quale i membri del gruppo sono ancora legati.
A controllare la contabilità di alcune delle pizzerie Donchisciotte, secondo la Procura intestate ai prestnome di Terracciano, è stato chiamato il commercialista Leonardo Castoldi, lo stesso che cura il fallimento della Sasch.(p.n.)
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