Il dolore
Gian Burrasca irrompe al teatro Bolognini
Il classico di Luigi Bertelli rivisitato da Angelo Savelli, nel cartellone della rassegna “Piccolo Sipario”
PISTOIA
C'era una volta Gian Burrasca. S'ispira al classico dell'infanzia di Luigi Bertelli (detto Vampa) lo spettacolo "Il giornalisno di Gian Burrasca" di Angelo Savelli, in programma domenica al teatro Mauro Bolognini, nell'ambito della rassegna "Piccolo Sipario" (info: 0573 991609; posto unico numerato 7 euro). Come il ben più noto burattino di Collodi, anche il personaggio di Vamba si stacca con toscana ironia dai luoghi comuni della letteratura dell'infanzia, accettando il punto di vista ingenuo e innocente del giovane e pestifero protagonista. Gian Burrasca uscì prima a puntate sul "Giornalino della Domenica", il giornale per ragazzi fondato dallo stesso Bertelli e poi in volume a Firenze nel 1920.
Nel Giornalino di Gian Burrasca Vamba immagina che Giannino Stoppani, nove anni, unico figlio maschio della famiglia Stoppani, soprannominato Gian Burrasca per i continui disastri che combina, tenga un diario giornaliero dove annota tutte le sue disavventure. Impossibile raccontare le decine di spassosi episodi riportati dal nostro monello sul suo giornalino. Giannino è il paladino di tutti i ragazzini che subiscono le ingiustizie dei grandi e il sobillatore di tutte le loro infantili rivolte. Savelli ha riletto il testo in maniera teatrale, puntando sulla versatilità dei suoi attori e sulla freschezza che il testo ancora oggi conserva. Nello spettacolo infatti quattro interpreti incarnano quattordici personaggi, dentro una scena e dei costumi colorati e quasi fumettistici, mentre il racconto procede a un ritmo indiavolato, sostenuto dall'apporto d'orecchiabili canzoni e marcette. Tutto il libro di Vamba è condensato in cinque brevi scene. Nelle prime tre Giannino getta lo scompiglio tra le tre sorelle ed i rispettivi fidanzati: l'insoddisfatta Ada con il bestiale Adolfo Capitani, la svenevole Luisa con il balbuziente dottor Collalto e la pepera Virginia con il miope avvocato Maralli. Nel girotondo degli equivoci e delle burle vengono coinvolte anche zia Bettina, vecchia zitella brontolona e la signora Olga, svampita attrice vicina di casa. Situazioni imbarazzanti e catastrofi a non finire sveleranno le ipocrisie e le piccolezze del mondo dei grandi in un racconto, a volte anche crudele e sgradevole, ma sempre comicissimo.
Miriam Monteleone
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