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Rette dei nidi più leggere coi voucher comunali

Rette dei nidi più leggere coi voucher comunali

CARMIGNANO Sarà la crisi. Sarà che le informazioni girano e perché, allora, non approfittare dell'opportunità. Sarà che agli asili nidi si iscrivono sempre più bambini, anche dove non ci sono nidi...

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Sarà la crisi. Sarà che le informazioni girano e perché, allora, non approfittare dell'opportunità. Sarà che agli asili nidi si iscrivono sempre più bambini, anche dove non ci sono nidi pubblici, come a Carmignano. Una cosa è certa: i voucher distribuiti alle famiglie per rendere le rette più lievi sono sempre di più. «Gli ultimi sono quelli che saranno distribuiti nelle prossime settimane e che arrivano dalla Regione» racconta l'assessore all'istruzione di Carmignano, Sofia Toninelli. L'anno scorso furono presi d'assalto: 35 domande e 40 mila euro di assegni di vari tagli. E il motivo è presto spiegato: nessuno limite legato al reddito e la possibilità di spenderli anche in nidi fuori dal comune di residenza. Unica condizione: che la madre lavori, visto che i fondi arrivano dal fondo sociale europeo e servono a sostenere l'occupazione femminile. Quest'anno le domande sono state appena sette – due per nidi a Carmignano, gli altri per Prato e Poggio - e poco meno di 3900 euro i soldi da distribuire. Si va da 1175 a 180 euro per l'intero anno scolastico. Ma la spiegazione c'è: la Regione è uscita con il bando in piena estate e già c'erano metà risorse, il Comune ha dovuto chiudere tutto tra agosto e il 5 settembre. Qualcuno magari era rimasto deluso dai lunghi tempi di riscossione. In tanti in ogni caso si sono buttati sui voucher comunali, compensando ampiamente la perdita. Nel 2010 erano stati una trentina. Quest'anno scolastico le domande sono diventate 54, con assegni peraltro più pesanti, perché in molti casi, complice la crisi, i redditi delle famiglie si sono fatti più leggeri e l'assegno cresce proporzionalmente. «E' l'altra faccia della crisi – spiega l'assessore Toninelli – e il Comune ha fatto uno sforzo notevole per concedere i contributi a tutti. In bilancio avevamo messo 85mila euro, che erano già più del 2010 e molti per un comune piccolo. Ma non bastavano e non senza sacrifici abbiamo cercato altri 25 mila euro, 110 mila in tutto, per non dire no a nessuno». Non era una scelta obbligata. In molti altri comuni solo una parte delle richieste viene accolta. «A Prato sei su dieci - dice l'assessore – Ma visto il momento ci sembrava importante». Cinquantaquattro famiglie hanno infatti così potuto avere sconti, in base al reddito, da 400 euro (sei) a 40 e 20 euro al mese nei tre nidi del Montalbano, per rette che altrimenti avrebbero viaggiato tra i 200 e i 500 euro a seconda della formula scelta. Alla fine dell'anno un discreto risparmio.

(w.f.

©RIPRODUZIONE RISERVATA)

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