La manifestazione
«Attacchi vergognosi a Ricci»
Monzali: «Brutta pagina». Mazzoni: «Vendola la goccia finale». Carlesi: «Ha lasciato libero il tribunale»
PRATO
Settimane di polemiche furibonde. Alla fine uno del pool di curatori del fallimento Sasch, Evaristo Ricci, si dimette e il mondo della politica tace. Non una manifestazione di solidarietà da una parte, non un accenno all’opportunità del passo, dall’altra. Nulla. Il mondo della politica, dopo tanto parlare, tace.
«Ormai c’è poco da dire. Personalmente però confermo la stima piena alla persona che si è dimostrata, una volta di più, seria e per bene». Marco Monzali, uno dei leader di Sel a Prato, non si tira indietro. «Abbiamo vissuto una fase di polemiche vergognose che sono andate a colpire non un personaggio politico pubblico, ma un privato cittadino, un professionista stimato impegnato nel suo lavoro, sospettato di intrallazzi per motivi grettamente politici. E’ stata una brutta pagina». Per Monzali: «A Prato stiamo vivendo, in ritardo e al ribasso, quel malcostume che tutti abbiamo visto fino a pochi mesi or sono, nella politica nazionale». Con un aspetto che il leader di Sel giudica ancora più grave: «Aver utilizzato, per screditare una persona, i canali istituzionali: uno dei comunicati contro Ricci è stato diffuso, infatti, attraverso l’ufficio stampa del Comune. Ed è inaccettabile». Per Monzali l’attacco diretto del leader nazionale di Sel, Nichi Vendola che la settimana scorsa nell’incontro a Prato, ha invitato la città a «liberarsi del bancarottiere Cenni», non ha influito sulle decisione del commercialista che nel 2009 era stato candidato nelle liste di Sel al consiglio comunale. «Le polemiche erano già in atto - conclude Monzali - E’ comunque doveroso distinguere tra i politici di professione e chi, per passione, presta il proprio viso una tantum».
Di parere nettamente contrario il coordinatore uscente Pdl Riccardo Mazzoni secondo il quale «l’uscita di Vendola non è stata la goccia ma l’alluvione che ha fatto traboccare il vaso rendendo così insostenibile la permanenza di Ricci, già in una situazione delicata, nel collegio dei curatori Sasch». «Non c’è alcun fatto personale con Ricci - aggiunge Mazzoni - ma credo comunque di aver posto una questione sensata affermando che chi aveva corso contro Cenni nelle amministrative 2009, avrebbe fatto meglio a non accettare l’incarico. Infatti - conclude - alla fine è stato chiaro che nelle dimissioni c’era un forte motivo di opportunità».
È Massimo Carlesi, presidente del gruppo Pd, a sottolineare come «il gesto di Ricci, che resta una persona specchiata e l’ha ulteriormente dimostrato, abbia lasciato libero da ogni eventuale impaccio il tribunale che svolge un lavoro che deve essere lontano da qualsiasi inquinamento politico. Ricci - prosegue Carlesi - per questo motivo ha lasciato il collegio dimostrandosi quello che è: una persona talmente per bene da poter fare un passo indietro». Anche il gruppo Pd in consiglio esprime solidarietà al commercialista: «Quando la politica - è il giudizio - arriva da appigliarsi a questione che esulano completamente dal suo campo, significa che ha perso ruolo e valore».
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