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«I farmaci hanno ucciso quella donna»

PRATO I medici hanno commesso un errore fatale. Lo afferma la perizia del dottor Alberto Albertacci, consulente tecnico del sostituto procuratore Laura Canovai, nel procedimento penale nei confronti...

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PRATO

I medici hanno commesso un errore fatale. Lo afferma la perizia del dottor Alberto Albertacci, consulente tecnico del sostituto procuratore Laura Canovai, nel procedimento penale nei confronti di un medico di famiglia pratese e di una dottoressa del Centro oncologico di Careggi, accusati di omicidio colposo in relazione alla morte di una donna di 49 anni, Gabriella Cahenzli, originaria di Zurigo e sposata da vent’anni con un pratese.

La signora Cahenzli è morta il 3 ottobre 2010 nel reparto di rianimazione dell’ospedale di Prato e fin da subito il marito aveva accusato il medico di famiglia e la dottoressa fiorentina (di cui non facciamo i nomi perché non c’è ancora una richiesta di rinvio a giudizio) di aver «avvelenato» la moglie. Ora il consulente della Procura sembra dargli ragione. Nella sua relazione si afferma che l’associazione dei due farmaci prescritti alla donna (Brivudina e Capecitabina) è assolutamente sconsigliata e costituisce una colpa medica, così come i l mancato ricovero dopo i primi sintomi. La signora Cahenzli combatteva contro un tumore al seno, ma non sarebbe stato questo a ucciderla. Ora si attendono le determinazioni della Procura.

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