Il Tirreno

Prato

Ancora nuvole nere sulle aziende tessili Continuano le cigs

di Alessandra Agrati
Ancora nuvole nere sulle aziende tessili Continuano le cigs

Cgil e Cisl tracciano un quadro allarmante sul futuro «I risparmi delle famiglie si stanno assottigliando»

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VAIANO

Ancora nuvole nere sul tessile della Valdibisenzio; il ricorso alla cassa integrazione, straordinaria o in deroga, resta alto a questo si aggiunge la consuetudine, da parte degli imprenditori, di dilazionare il pagamento degli stipendi per mancanza di liquidità e di non versare i contributi conteggiati nel modello DM10 all’ Inps, presentandolo di fatto ”in bianco” .«Purtroppo – spiega Yuri Meneghetti responsabile  Filctem Cgil  - il trend resta negativo, per il 2012 dovrebbe essere garantita la copertura della cassa integrazione a cui fanno ricorso moltissime aziende della Val di Bisenzio, ovviamente in modalità diverse».

Le imprese che per ora non hanno utilizzato questo strumento si contano sulle dita di una mano e in generale, sono quelle che hanno investito nell’ innovazione di prodotto e di processo. Per le altre mantenere il passo resta sempre più difficile; si continua a produrre con macchinari, perfettamente funzionanti, ma sicuramente di vecchia generazione, con performance non più sufficienti a soddisfare le richieste del mercato. «Un altro problema che non va sottovalutato- spiega Fabrizio Scatizzi della Cisl – è la mancanza di liquidi, talvolta non è possibile neppure acquistare la materia prima, innescando così un circolo vizioso che deprime ulteriormente il mercato». Eppure qualche sprazzo di ottimismo arriva dopo la presentazione delle collezioni alle fiere di Milano e di Parigi: tante le campionature a cui dovrebbero però seguire gli ordini, generalmente formalizzati nei primi giorni di marzo. «Sarebbe una boccata di ossigeno – spiega Merighetti – anche se le produzioni riguardano la stagione del prossimo anno».

Intanto a preoccupare i sindacati è anche il ritardo con cui vengono avviate le procedure per pagare la cassa integrazione; generalmente per qualche mese non viene versata, poi il meccanismo si mette in moto e i pagamenti sono regolari. «Le riserve economiche delle famiglie, garantite dai nonni – spiega Scatizzi – si stanno sempre più assottigliando, anche in questa zona che per molto decenni è stata considerata ricca, questo significa mettere in ginocchio le famiglie che spesso non riescono ad arrivare alla fine del mese». In questa prospettiva sta anche cambiando la funzione del sindacato, sempre più coinvolto negli aspetti pratici legati al quotidiano e meno a quelli più teorici.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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