Il Tirreno

Prato

Porsche e Mercedes, la scure di Equitalia

di Carlandrea Poli

Blitz con i vigili nel distretto parallelo: sequestrate a imprenditori cinesi auto di grossa cilindrata e tanti soldi

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PRATO

Lunedì mattina: ennesima giornata di blitz marchiata Aldo Milone contro i prontomoda cinesi. Il contesto stavolta fa la notizia. Non è più la sola polizia municipale insieme al gruppo interforze mostrare la forza della legge verso i titolari delle imprese del ribattezzato distretto parallelo. C'è Equitalia che tramite la direzione regionale e provinciale sguinzaglia i suoi ufficiali giudiziari per esigere dagli imprenditori le tasse non pagate. E sono soprattutto i loro strumenti a rendere i controlli più implacabili e temuti del solito dalla comunità cinese. Non hanno il potere di mettere qualche ganascia all'auto parcheggiata male. No, loro presentano il conto e se non viene onorato dai debitori verso il fisco le auto le pignorano in un batter d'ali. La reazione è così timorosa che un imprenditore messo alle strette e per non perdere le sue due Mercedes si caccia una mano in tasca per recuperare il blocco degli assegni e staccarne uno da 30.000 euro. Si tratta di un anticipo. Gliene restano altri 20 mila per saldare il suo conto con l'erario statale. C'è anche una parte di addizionale Irpef, per la gioia delle casse comunali.

Va peggio a chi si ostina a non pagare. Come in via Roma, dove Equitalia vanta un credito per 117 mila euro. Tasse che saranno presto saldate con venti macchine da cucire, una Mini Cooper e un furgone. Tutti confiscati al titolare in attesa di finire all'asta. Qui si scoprono anche quattro clandestini, ma a colpire di più è la reazione di tutti gli operai. Appena avvertono il sentore di un controllo si rifugiano in uno sgabuzzino, impauriti da quella che gli deve essere apparsa un'incursione di guerra. Il bottino in effetti lo lascerebbe pensare.

In una sola mattinata Equitalia e polizia municipale passano alla riscossione di 500 mila euro, che si sommano al milione di euro esatto il mese scorso. Quando fra l'altro si ebbe per la prima volta il caso di un confezionista che pagò subito 70 mila euro in assegno circolare.

Per arrivare al mezzo milione nel giro di poche ore Equitalia porta via una Mercedes 220 per un debito di oltre 100 mila euro, una Bmw serie 3 per 42 mila euro, un'accoppiata di A5 e A7 per 90 mila euro di tasse non pagate. Il vero trofeo di caccia però è il Porsche 911 Carrera, tolto ad una giovane cinese per sanare un arretrato di 50 mila euro.

È il simbolo del distretto parallelo che si è arricchito e viene esibito agli occhi dell'opinione pubblica come una sorta di rivincita.

E non è finita ancora: Equitalia bussa alla ditta con annessa abitazione di un’ imprenditrice H.X. di anni 45 per pignorare i due veicoli di proprietà. Uno trovato a Mezzana, l’altro in zona Soccorso, sede della ditta. Una volta entrati, assieme ai vigili, scoprono quattro operai clandestini, strutture finalizzate alla parziale trasformazione ad uso residenziale e in cucina, esterna e tenuta nel massimo degrado, quattro bombole Gpl. Tutto sequestrato, macchinari compresi, per arrivare alla somma di 16mila euro.

Aldo Milone, l'assessore alla sicurezza che in tempi di tempesta per la giunta Cenni lavora sempre più alacremente per cucirsi la stella da "sceriffo" , parla di equità fiscale. «Nel nostro piccolo contribuiamo a costruire quel tesoretto che servirà a Monti per abbassare la pressione fiscale nel 2014" sentenzia spavaldo. Tanto da dedicarsi con un pizzico di ozio ad un quesito sul “modus pensandi” della comunità orientale: «Perché si deve sempre arrivare all'azione coattiva per vedere i cinesi pagare? Risparmierebbero con il concordato almeno il 30%». E non lo turba neppure il timore di vedere i cinesi un domani farsi più furbi, cominciando a prendere le auto in leasing e non più di proprietà. «C'è ancora molto da pignorare - aggiunge - pensavano di farla franca col consiglio di qualche commercialista, ma si sbagliavano».

Milone si dilunga sulle operazioni di lotta all'evasione cinese ma cita appena la possibilità in futuro di stringere il cerchio anche sui “furbetti” autoctoni. Era l’ora.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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