La manifestazione
Mazzoni: «Non c’è volontà di delegittimare i giudici»
Il deputato Pdl risponde a Fanales che ha chiesto l’intervento dell’Anm «Aspetto serenamente ma i miei sono stati solo rilievi di natura politica»
PRATO
«Voglio rassicurare il giudice Fanales: da parte mia non c'è stata e non c'è alcuna volontà di delegittimare la magistratura pratese, nei confronti della quale nutro profondo rispetto».
E’ la risposta del deputato Pdl Riccardo Mazzoni, coordinatore uscente del partito a Prato e candidato “forte” del congresso che si svolgerà sabato al Palace, al giudice della sezione penale del tribunale di Prato che l’altro giorno aveva chiesto, pubblicamente, l’intervento dell’Associazione nazionale magistrati per tutelare la categoria colpita, secondo Fanales, dalle affermazioni di Mazzoni che in un intervento aveva parlato di «tribunale speciale a Milano per Berlusconi» e di rischi di «tribunale speciali a Prato per Cenni». Per Mazzoni non c’è stata alcuna delegittimazione.
«Lo dimostrano, credo - scrive in una nota a- le mie interrogazioni parlamentari degli ultimi tre anni, a tutela degli organici del Tribunale e della Procura, e gli incontri organizzati a Roma col ministro Alfano e col vicepresidente del Csm Vietti, ai quali hanno partecipato sia il presidente Genovese che il procuratore Tony, volti a cercare soluzione agli annosi problemi del palazzo di giustizia di Prato».
«Ritengo - prosegue Mazzoni - sia stato un atto politicamente doveroso aver posto la questione del candidato di Sel alle amministrative che ha accettato l'incarico di curatore fallimentare della Sasch, così come è mio diritto auspicare che in questa specifica vicenda non si seguano logiche e metodi già sperimentati più volte in altri palazzi di Giustizia».
Un passaggio Mazzoni lo dedica al leader di Sel Nichi Vendola: «La recentissima visita a Prato del leader nazionale di Vendola, con gli inverecondi insulti che ha lanciato contro Cenni e chi lo ha votato, dimostra , mi pare, quanto questa mia preoccupazione non sia propriamente peregrina». «Non sono stato certo il solo a notare, poi - prosegue - l'eccezionalità di misure come il sequestro preventivo dei beni personali dei soci di una Spa (da parte del tribunale civile ndr), circostanza rarissima nelle procedure fallimentari». E conclude: «I miei, comunque, sono rilievi politici, non certo sentenze, e mi perdonerà il giudice Fanales se, dopo le vicende giudiziarie degli ultimi vent'anni, conservo qualche dubbio sul fatto che ci sia stata dappertutto, in Italia, un'applicazione della legge davvero scevra da ideologie. Aspetto serenamente, dunque, l'intervento dell'Associazione nazionale magistrati: sarà un confronto politico a tutti gli effetti, vista la linea, tutta schierata a sinistra, portata coerentemente avanti dai vertici dell'Anm in ogni circostanza».
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