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Sfigurato dalla vicina, spunta un testimone

Sfigurato dalla vicina, spunta un testimone

Un giudice ha visto l’aggressione davanti alla Dogaia. Tutto è nato dal pignoramento del campo

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PRATO

C’è un testimone che ha visto l’inizio dell’aggressione da parte di Concetta Lullo, la pensionata di 75 anni che venerdì mattina ha massacrato a colpi di vanga il vicino di casa Tommaso Bonadduce, 71 anni, riducendolo in fin di vita per questioni di confine, nel giardino della casa adiacente alla Dogaia. Il testimone è estremamente qualificato, perché si tratta del giudice per le indagini preliminari Cecchi, che stava entrando alla Dogaia. La sua testimonianza sarà utile per capire se, come afferma la pensionata (difesa dagli avvocati Malerba e Febbo), è stato Bonadduce a iniziare l’aggressione oppure se ha iniziato la donna. In questo caso la sua posizione potrebbe aggravarsi. La donna è ancora rinchiusa nel carcere di Sollicciano con l’accusa di tentato omicidio. Lunedì verrà interrogata dal giudice Angela Fedelino (Cecchi infatti è incompatibile). Intanto venerdì sera Tommaso Bonadduce è stato sottoposto a un lungo intervento chirurgico all’ospedale di Careggi e gli sono stati applicati un centinaio di punti di sutura. L’uomo aveva anche una ferita di quasi 20 centimetri sul collo che per fortuna non ha interessato vasi sanguigni importanti, altrimenti non avrebbe avuto scampo. «I medici ci hanno detto che mio marito sta ancora molto male» dice la moglie rumena di Bonadduce che ieri mattina è stata ascoltata in Questura. Sembra che Concetta Lullo, dopo essere stata fermata dagli agenti della polizia penitenziaria, ancora in preda alla furia, abbia continuato a minacciare la moglie del vicino: «Vieni qua, così ammazzo anche te».

Tommaso Bonadduce rimarrà in coma farmacologico almeno fino a lunedì, quando i medici valuteranno la possibilità di un nuovo intervento. La prognosi è ancora riservata.

All’origine della violenta lite di venerdì mattina ci sono venti anni di contrasti tra vicini, sfociati in numerose cause civili. Nei giorni scorsi si era tenuta un’udienza per una lite col marito di Concetta Lullo, nel frattempo defunto, ma era ancora pendente un pignoramento promosso dall’avvocato Giuseppe Perrone, che assiste la famiglia Bonadduce. Il pignoramento, promosso per ottenere il pagamento delle spese legali, riguarda un campo sul retro della casa. Il campo si raggiunge proprio dallo spiazzo che Tommaso Bonadduce stava ripulendo quando è stato aggredito dalla vicina. A marzo il terreno sarebbe stato venduto e, in assenza di offerte, era probabile che sarebbe passato a Bonadduce. Forse proprio questo ha scatenato la rabbia della vicina, che da anni coltiva i campi intorno all’abitazione di via della Montagnola e alleva alcuni animali.(p.n.)

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