Sicurezza
«Non facciamo il partito di presidenti e assessori»
Congresso Pdl, presentata all’hotel Datini la mozione Innaco-Banchelli Magnolfi: «Non voglio spaccare il partito». Imu e lavoro al primo posto
PRATO
Rilanciare il dibattito interno del partito, per creare un Pdl nuovo fatto di gente e non di “presidenti”e tantomeno di assessori.
E’ questo il messaggio che ieri mattina all’hotel Datini hanno rilanciato Francesco Innaco e Gianluca Banchelli durante la presentazione della mozione congressuale con la quale sfideranno il ticket Riccardo Mazzoni -Alessandro Giugni il tre marzo prossimo un’altra volta al Datini. Scintille, come sempre in una sala con un’ottantina di persone.
Quello che Innaco e Banchelli, supportati dal consigliere regionale Alberto Magnolfi, non riescono a digerire è la composizione del listino della mozione contrapposta: ai primi posti (15 in tutto con la possibilità di un ulteriore preferenza secca) quattro assessori. «In questo modo - spiega Innaco - si rischia di sclerotizzare il partito: in una fase nella quale ci sarebbe bisogno di rinnovamento, apertura e umiltà, mettere gli assessori nel nuovo coordinamento significa ricreare un bunker eliminando il confronto politico». Per Innaco e Banchelli «è il coordinamento ad avere un ruolo propositivo nei confronti del sindaco e della giunta, ma se l’organismo è fatto dalle stesse persone che poi hanno compito amministrativi, che dialettica potrà mai esserci». Fatti salvi i diritti degli assessori di manifestare la propria appartenenza, ribadita anche ieri dai due sfidanti, è stato il consigliere Magnolfi a respingere le accuse di voler spaccare il partito andando ad un congresso non unitario ed ha posto l’accento su quanto possa essere stata «azzardata» la mossa di Mazzoni «di schierare gli assessori». Ribadito, però, e più volte, il sostegno alla giunta Cenni. La piattaforma politica è stata , invece, presentata da Banchelli: meno tasse in riferimento alla alla nuova Imu e alla Tia e attenzione costante ai problemi veri della città. «Abbiamo perso due anni e mezzo di tempo ad occuparci di Consiag - ha detto - senza arrivare a una soluzione, ma abbiamo perso per strada temi come la disoccupazione o l’emergenza casa».
In serata è arrivata l’adesione alla mozione Mazzoni-Giugni di Alessandreo Corsinovi, memebro del coordinamento regionale pdl ed ex segretario regionale della Dc: «Non abbiamo ottenuto - ha scritto in una nota - nè chiesto posti nel listino bloccato. La nostra è un’adesione poltica convinta a Mazoni e alla sua linea».
Cristina Orsini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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