Finanza
Mazzoni: «Rischio complotto per Cenni»
Congresso Pdl, il coordinatore uscente presenta la mozione al Palace. Più di duecento in sala
PRATO
«A Milano un tribunale speciale sta per condannare Berlusconi nel processo Mills. Non vorrei che anche a Prato ci fosse all'opera un tribunale speciale per colpire Cenni. Se devo giudicare, dopo aver scoperto il caso di Evaristo Ricci, qualche dubbio mi viene». Alla presentazione della mozione del congresso (più di duecento persone in sala) che il prossimo 3 marzo dovrà decidere se confermarlo o meno leader provinciale del Pdl per i prossimi tre anni, il coordinatore uscente Riccardo Mazzoni si cuce una doppia immagine: mansueto con gli avversari interni - nessuna parola d'accusa vola verso il ticket Innaco-Banchelli -, implacabile verso il Partito Democratico e il tribunale di Prato. L'elemento saliente non è tanto l'ombra gettata su Evaristo Ricci e sulle toghe pratesi - sul caso pende ancora un'interpellanza presentata al ministro della Giustizia -, piuttosto la traslazione delle teoria del complotto della magistratura da Berlusconi al caso di Roberto Cenni . E su questa falsariga il sindaco torna ad essere un imprenditore che ha dato occupazione e lustro alla città, «mentre - si sfoga Mazzoni - i comunisti davano il lavoro agli amici degli amici e con i soldi pubblici. Altro che Sasch, dovrebbero essere i dirigenti del Pd a portare i libri in tribunale». Verso i magistrati pratesi poi compie l'affondo. Una chiamata alla solidarietà verso il sindaco martellato dall'avviso di garanzia e dal sequestro dei beni che ha come destinatario Innaco: «Non mi sentirete mai dire una parola contro di lui, perché per il Pdl sarebbe un autogol». Il tutto si risolve con un messaggio di coerenza col passato: “Rinnovamento nella continuità”, recita lo slogan di Mazzoni. Così, tutti gli assessori con la tessera pidiellina sono in lizza per entrare nel coordinamento provinciale in caso di vittoria del coordinatore uscente. L'unico elemento di innesto è Alessandro Giugni, che corre alleato a Mazzoni per la carica di vicario finora ricoperta dall'assessore Filippo Bernocchi. Per Giugni si tratta di una promozione, avendo ricoperto nella prima fase del Pdl la carica di coordinatore comunale. Anche lui invoca la continuità. «Dopo la mozione di sfiducia hanno fatto capire il loro disinteresse per la città». Innaco e Banchelli però reputano la proiezione della giunta nelle beghe di partito, un commissariamento del Pdl.
Carlandrea Poli
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