Il Tirreno

Prato

Lavoro, a un passo dall’emergenza

di Cristina Orsini
Lavoro, a un passo dall’emergenza

Dal primo al secondo semestre 2011, 30% di contrazione dell’occupazione. Dal Campo: «Persone arrabbiate e demotivate»

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PRATO

Lavoro, Prato è vicina al punto di “non ritorno”. Se, infatti, il primo semestre del 2011 ha fatto sperare con una «ripresina - spiega la vicepresidente della Provincia Ambra Giorgi - che però non ha creato nuova occupazione», dal secondo semestre in avanti la contrazione dei posti di lavoro nelle fabbriche del distretto è stata del 30% netto. «Il dato però che si riferisce - precisa il direttore del Centro per l’impiego Michele Del Campo - unicamente alle imprese che fanno capo al Centro». Che resta, tuttavia, un osservatorio privilegiato.

L’allarme rosso è scattato ieri durante le audizione che la commissione regionale lavoro e occupazione, che ha ormai concluso il giro toscano, ha fatto a Prato - in palazzo Banci Buonamici - passando in rassegna opinioni, problemi, indicazioni di rappresentanti delle istituzioni, delle categorie economiche , dei sindacati.

Di numeri non ne sono stati fatti: «Perché mancano ancora degli elementi fondamentali» dice Giorgi . Ma la preoccupazione è forte e nessuno nasconde che la situazione è grave forse come non mai prima.

Lo spaccato delle difficoltà dei lavoratori del distretto lo ha dato Del Campo: «Chi si rivolge ai nostri sportelli oggi è demotivato e arrabbiato - ha detto alla commissione - e la nostra preoccupazione sta proprio nel riuscire ad incanalare questo disagio prima che si trasformi in qualcosa di molto più grave».

Nel 2011 sono stati 50mila i contatti del Centro per l’impiego compiuti da circa 25mila persone «che evidentemente si sono rivolte a noi anche due volte. Di questi 25mila, in 16mila volevano orientamento, formazione, capire cosa si possa fare a Prato in questa fase». Ma le risposte sono sempre più difficili «perché a Prato - ha proseguito il direttore del Centro per l’impiego - mancano le prospettive». E senza un futuro possibile anche il Centro per l’impiego diventa qualcosa d’altro: «Un luogo al quale - continua Del Campo - si rivolgono individui che ormai hanno problemi più di natura sociale che di lavoro e che i dipendenti del Centro gestiscono con grande professionalità e grande dedizione».

Se per la fascia di lavoratori tra i 35 e i 50 anni che si rivolgono al Centro, recuperare qualcosa, qualche lavoretto, anche saltuario, è ancora possibile, assolutamente esclusi dal mercato del lavoro risultano essere gli over 50: «Non sono più appetibili per l’impresa anche se secondo me - dice Del campo - è un errore gravissimo».

Che i numeri di Prato siano in netto peggioramento l’ha confermato anche Dario Caserta della Camera di commercio secondo il quale «sono per la prima volta in diminuzione anche il numero delle confezioni cinesi». La morìa non riguarda solo quelle: nel secondo semestre 2011 si è registrato un meno 6% nelle ditte di trasporti, del 4 nel tessile, del 3 nell’edilizia e avanti così. Con un indice di mobilità (il rapporto tra le persone in mobilità e la forza lavoro complessiva) che è il più alto della Toscana: al 3,8 dal 2009 al 2011 e forse destinato a peggiorare, con un rapporto tra licenziati e assunti nel terzo trimestre 2011- numeri presentati da Simone Cappelli, dirigente della Provincia - negativo: meno 1144. «Abbiamo fatto tutto ciò che si poteva - sono le conclusioni di Giorgi - ma quello che ancora manca sono politiche strutturali di crescita e sviluppo. Se l’Italia e l’Europa non ripartono anche per Prato sarà emergenza».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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