Il dolore
Pdl, niente accordo, si va alla conta
Congresso il 3. Mazzoni: «Che non diventi uno scontro fine a sé stesso». Innaco. «Chi perde si metta a disposizione»
PRATO
Tanti gli sforzi, ma il clima in casa Pdl, in vista del congresso del tre marzo all’hoted Datini, pare non rassenarsi. All’assise si andrà ma con due squadre contrapposte: quella capitanata dal coordinatore uscente Riccardo Mazzoni con la candidatura per il vicario assegnata ad Alessandro Giugni (componente ex An) e gli sfidanti con Francesco Innaco candidato al coordinamento provinciale e Gianluca Banchelli, vicario.
Diplomazie al lavoro - in campo è sceso il vicesindaco Goffredo Borchi - perchè altre ventiquattro ore restano per tentare un accordo in zona Cesarini. Ma la missione per un congresso unitario resta con poche speranze, tanto che il ticket Mazzoni-Giugni questa sera presenterà la propria mozione al Palace.
«Abbiamo aspettato fino all’ultimo momento - spiega il coordinatore uscente Mazzoni - proprio per lasciare una porta aperta ad una convergenza di intenti che però è mancata. Ci tengo a dire che il congresso non è una tragedia e invito tutti ad utilizzarlo come un momento di confronto e di crescita politica e non come uno scontro fine a sè stesso. Sarebbe un messaggio che il nostro elettorato difficilmente capirebbe, soprattutto in una fase tanto delicata della politica cittadina».
Pronto alla conta anche Innaco: «Difficile - dice - che ormai ci siano i presupposti per un accordo. Ho anche avuto un incontro con Parisi (coordinatore regionale Pdl ndr ) che però non ha portato riscontri positivi». Innaco nega la volontà di andare ad una resa dei conti: «Anzi - aggiunge - faccio un appello al senso di responsabilità. Chi perderà si dovrà mettere a disposizione e se toccherà a noi - aggiunge - lo faremo. Ma tenendo fermi i presupposti del programma». Imprescindibile per Innaco «riformare il metodo con il quale si è gestita la politica Pdl a Prato fino a oggi. Quindi più trasparenza, confronto continuo e decisioni collegiali».
Per riuscire ad avvicinare le due anime azzurre di Prato, effettivamente in questi mesi sono scesi in campo i big del partito, con in testa il coordinatore regionale. Se la squadra di Innaco - questi i termini della trattativa - sarebbe stata disposta a sostenere la riconferma di Mazzoni al vertice del coordinamento provinciale, avrebbe però chiesto la poltrona di vicario: Innaco al posto di Giugni. Una proposta irricevibile per la formazione Mazzoni-Giugni che avrebbe dovuto “tradire” le aspettative della componente ex An che ha garantito invece il proprio sostegno alla mozione. La contro-offerta - per altro rifiutata dal tandem Innaco-Banchelli - avrebbe visto un uomo della mozione al vertice del coordinamento cittadino e una cospicua rappresentanza nel coordinamento provinciale.
Nulla di fatto, gli azzurri andranno alla conta. Con i pronostici che danno circa 1200 tessere su 1800 complessive alla coppia Mazzoni-Giugni. Le restanti a Innaco-Bachelli. Ma l’esito dei congressi, si sa, è sempre imprevedibile.
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