Sicurezza
Case e cava, la Querce si mobilita
In 180 all’assemblea: si parte con una petizione. L’appoggio di Idv
PRATO
Dicono no alla costruzione di una palazzina di ediliza popolare in un terreno alla Querce ora a verde e destinato ad altri tipi di servizi (una scuola e un giardino). Ma hanno anche forti preoccupazioni sul recupero e l’eventuale riapertura della cava di Pizzidimonte. Per questo i cittadini della Querce che l’altra sera si sono riuniti in un’altra super affollata (erano in 180) assemblea pubblica, hanno deciso di mobilitarsi in modo permanente «per contrastare con ogni mezzo lecito - spiega il portavoce Andrea Zambianchi - queste iniziative di Comune e Provincia».
I cittadini della Querce partiranno subito con una petizione popolare da presentare a entrambi gli enti «poi via via verrà deciso - continua il portavoce - quale tipo di inziative intraprendere». «Crediamo - spiega Zambianchi - che non si possa ulteriormente edificare nel paese, tantomeno a scapito di aree destinate a servizi :se aumenta la popolazione devono aumentare i servizi e non ridursi. Inoltre conviene usare le centinaia di abitazioni già costruite e invendute» Sulla cava: «Dopo aver preso visione della documentazione, l'assemblea ha espresso preoccupazione per una iniziativa che avrà per almeno venti anni, pesanti ricadute sull'aspetto ambientale, sanitario e di vivibilità dei cittadini, senza intravedere nessun beneficio pubblico».
Sul progetto di case popolari nella frazione, interviene anche l’Idv a sostegno dei cittadini: «La Querce ha bisogno di servizi - scrivono - e non di nuove abitazioni».
Mentre per Luca Mori, presidente dell’ordne degli Agronomi, Idv: «Questa giunta di centrodestra non sa guardare al futuro».
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