Attenzione
«Vorrei votare il mio presidente»
La proposta di Bellucci. «Superiamo il nostro modo, vecchio, di scegliere la nostra guida»
PRATO
A chiedere le “primarie”, o comunque a suggerirle, questa volta non sono gli iscritti o i simpatizzati di un partito ma un socio dell’Unione industriale. L’imprenditore Piero Bellucci, esce da un periodo di silenzio (dovuto anche al suo minor impegno nell’azienda tessile di famiglia ora gestita dal nipote e dai figli) e lancia una proposta destinata a far discutere. «All’Unione industriale pratese ci sono due persone disposte a ricoprire la carica di presidente - dice - e entrambi sono persone di valore e hanno consenso tra i colleghi. Perché non evitare che siano i saggi a tirare una sintesi e arrivare a una votazione con un confronto più democratico».
Piero Bellucci parte da un dato. «Credo che il mondo stia cambiando in tutto, sempre più spesso i partiti politici scelgono le primarie per arrivare a nominare un leader. Non solo. Spesso le persone preferite dall’apparato non sono quelle che vincono le elezioni. E anche per noi, all’associazione industriale, è veramente vecchio l’iter per scegliere il presidente. Compatibilmente con lo statuto mi piacerebbe arrivare a un percorso un po’ più democratico».
Ma vediamo perché per Bellucci questo sarebbe il momento migliore per una scelta di questo tipo. «I candidati che hanno maggior consenso, pare scontato, sono due. Entrambi sono amici dei colleghi e godono della stima degli imprenditori pratesi. Non solo. Entrambi sono considerati corretti, virtuosi, rispettosi e impegnati nell’associazione. E sono anche molto diversi tra loro. Quindi sarebbe giusto secondo me che si mettessero davanti agli associati e illustrassero le loro idee su come portare avanti l’associazione in futuro. Poi noi ben al corrente di cosa vogliono fare e come vogliono farlo potremmo esprimere la nostra opinione magari in base alla quota associativa di ognuno».
Bellucci, com’è sua abitudine fa una proposta dirompente con assoluta semplicità. «Suvvia non sarebbe più limpido, più regolare? Del resto anche Confindustria nazionale sta facendo girare per le associazioni locali i futuri candidati alla presidenza che spiegano come vedono il futuro. E’ un periodo di crisi, serve impegno e ognuno di noi ritiene di avere ricette diverse per uscirne: perché non dare la possibilità di scegliere in base ai contenuti e non solo per la simpatia (o per come si intuisce la pensi) un candidato?».
Bellucci non ha dubbi. Per l’Unione industriale questo è un momento speciale. «E’ la prima volta secondo me che ci sono ben due persone, anche se loro per adesso non si esprimono apertamente, che aspirano a fare il presidente. Ed è la prima volta che entrambi lo meriterebbero. Sono tutti e due giovani, hanno idee valide che interpretano però con sfaccettature diverse. La ritrosia tradizionale dell’Unione industriale a dire “sì mi va di fare il presidente e lo farei così” mi pare oggettivamente poco in linea con i tempi».
Ma come fare per arrivare alla proposta di Bellucci.
« Sono il primo a non sapere come si possa arrivare a un confronto di questo tipoma se lo volessimo fare e fossimo per prendere questa strada i modi ci sono. L’associazione ne beneficerebbe. E secondo me sarebbe anche più facile non disperdere l’esperienza di entrambi i candidati che potrebbero poi collaborare, forti ognuno di una rappresentanza. E sarebbe ridicolo parlare di spaccatura: sarebbe solo far emergere una differenza di idee che c’è, è evidente, ed è comunque la base della democrazia».
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