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Stop al wi-fi in Tribunale Un giudice teme le onde

Stop al wi-fi in Tribunale Un giudice teme le onde

PRATO O me, o lui. Di fronte all’aut aut di un giudice, è stato per il momento sospeso il servizio di wi-fi in Tribunale. Da qualche giorno non è più possibile collegarsi gratuitamente a Internet con...

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O me, o lui. Di fronte all’aut aut di un giudice, è stato per il momento sospeso il servizio di wi-fi in Tribunale. Da qualche giorno non è più possibile collegarsi gratuitamente a Internet con computer o palmari. A sollevare il problema è stato il giudice Francesco Barracca, uno degli ultimi arrivati a Palazzo di giustizia. O me, o lui, dunque. Da una parte il “router” che assicura il collegamento al web, dall’altra il magistrato che teme gli effetti sulla salute delle onde elettromagnetiche. Il caso ha voluto che l’impianto per la diffusione del segnale sia stato piazzato proprio accanto alla stanza dove lavora il giudice, che non ha gradito e ha chiesto con decisione che l’apparecchio venisse spento.

La conseguenza è l’oscuramento dei computer portatili di tutti coloro che frequentano il palazzo.

«Non proprio tutti - precisa l’avvocato Giacomo Palazzi che per conto dell’Ordine aveva seguito l’iter dell’attivazione del servizio - Qualcosa è rimasto acceso, ma lontano dall’ufficio del giudice».

E dire che il servizio era stato inaugurato in pompa magna poco più di un mese fa, il 16 gennaio, alla presenza del presidente del Tribunale, Genovese, del presidente dell’Ordine degli avvocati, Galletti, e dell’assessore provinciale Beltrame. Il servizio infatti è gestito (meglio sarebbe dire, era) dalla Provincia, ma l’attrezzatura, costata 3.500 euro, è stata acquistata dall’Ordine degli avvocati, che puntava alla modernizzazione del Tribunale. Tutto sbagliato, tutto da rifare. «Faremo accertamenti tecnici - promette l’avvocato Palazzi - Del resto le reti wi-fi sono presenti quasi ovunque e c’è uno studio della Provincia d Roma che esclude ricadute sulla salute».

Il presidente Genovese la prende con filosofia: «Di fronte ai timori per la salute il servizio è sospeso temporaneamente. Vedremo di organizzarci per tutelare gli interessi di tutti».(p.n.)

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