Finanza
Scontrini, multati anche tre circoli Arci
Quasi un negoziante su due non rilascia la ricevuta, la Finanza sequestra una confezione cinese
PRATO. Quasi un negoziante su due non rilascia lo scontrino fiscale. Lo ha scoperto la guardia di finanza nel corso di controlli effettuati lo scorso fine settimana sull’intero territorio provinciale. I controlli hanno rigguardato 38 attività commerciali e in 17 casi i finanzieri hanno accertato la mancata emissione dello scontrino, con conseguente multa di 129 euro. Dei sei negozi cinesi controllati, in particolare, nessuno si è salvato, mentre tra gli italiani la percentuale di infrazioni è risultata meno alta. Nella rete dei controlli sono finiti anche tre circoli Arci, multati per lo stesso motivo (in un caso si è trattato di una pizzeria annessa al circolo). Tra gli italiani pizzicati c’è un medico che effettua visite per il rinnovo della patente, in convenzione con alcune autoscuole, che non rilascia ricevuta. Gli altri esercizi controllati sono bar, pasticcerie, ristoranti, parrucchiere e macellerie.
Controllati anche i conducenti di 16 auto di lusso. Si tratta in questo caso di accertamenti che serviranno in futuro per verificare la corrispondenza dei redditi a quanto dichiarato. I controlli sulle banche dati, infatti, non sempre consentono di risalire all’effettivo utilizzato del mezzo.
Nel corso dei controlli su strada sono state identificate 100 persone ed è stato sequestrato un furgone che stava trasportando capi d’abbigliamento per conto terzi senza alcuna autorizzazione. Sequestrati anche i 10.000 capi d’abbigliamento trovati al suo interno.
L’attenzione della guardia di finanza si è rivolta anche a una grande confezione cinese di via Zipoli, in un capannone di 1.500 metri quadri. Qui i finanzieri hanno identificato 20 orientali, solo cinque dei quali risultavano assunti con un regolare contratto. Gli altri 15 lavoravano a nero. Solo un clandestino è stato trovato nel capannone, ma questo non ha impedito il sequestro dell’intera struttura, insieme a 120 macchine da cucire. Nello stanzone infatti erano stati ricavati i consueti dormitori abusivi per un totale di 38 posti letto, oltre a tre cucine, e al titolare della confezione è stato contestato lo sfruttamento dell’immigrazione clandestina oltre alla violazione delle norme sull’igiene e la sicurezza sui luoghi di lavoro.
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