Sicurezza
Crac scongiurato, sì al concordato preventivo della Btp
Via libera dal 70% dei creditori dopo il voto favorevole dell'Agenzia delle entrate. Polemica a distanza col Consorzio Etruria
PRATO
I creditori hanno detto sì. Oltre il 70% delle centinaia tra fornitori, banche ed enti istituzionali che devono riscuotere dall’ex gigante delle costruzioni Baldassini Tognozzi Pontello hanno accettato la proposta di concordato preventivo presentata dai commissari giudiziali Bruno Inzitari, Adolfo Barbieri e Giampiero Russotto.
Il termine per esprimere il voto scadeva ieri sera, ma già da qualche giorno era emersa la volontà della massa dei creditori. La maggioranza assoluta è stata raggiunta in quattro classi su cinque, condizione necessaria per il via libera definitivo. All’appello manca solo la classe dei fornitori passati a Btp Infrastrutture, la nuova società dell’ingegner Raiola che ha rilevato le commesse pubbliche di Btp. Ma in questo caso sono in corso transazioni col nuovo proprietario e ai commissari sono arrivate numerose “liberatorie” di fornitori che hanno trovato l’accordo.
Un esito per niente scontato, quello del concordato, visto che la Btp di Roberto Bartolomei e Riccardo Fusi e la holding Hbf avevano accumulato debiti per circa un miliardo di euro.
Già in occasione dell’adunanza dei creditori, tre settimane fa nell’aula grande al secondo piano del Palazzo di giustizia, spirava un vento favorevole e i commissari avevano espresso un cauto ottimismo sull’esito della procedura. In particolare per l’atteggiamento dell’Agenzia delle entrate, uno dei grandi creditori con un totale di 88 milioni di euro da riscuotere. La proposta di concordato, per l’Agenzia, prevede il pagamento di 62 milioni e così era arrivato il voto favorevole del Fisco (anche questo assolutamente non scontato, viste le esperienze del passato), un voto che probabilmente ha spianato la strada all’omologazione del concordato.
«E’ stato fatto un grande lavoro di squadra, dal presidente Genovese in giù» si limita a commentare uno dei commissari giudiziali, Giampiero Russotto. Il presidente del Tribunale, Francesco Antonio Genovese, in effetti si è speso molto per la positiva conclusione della procedura e ora può raccogliere i frutti.
Rimane però un’incognita di non poco conto. Si tratta dei crediti tra le società del gruppo, che ammontano a 222 milioni di euro. Se non fosse possibile riscuoterli, la percentuale del 34% proposta ai creditori potrebbe scendere sensibilmente.
Al commissario Russotto non sono piaciute invece le considerazioni espresse dai commissari che stanno curando il concordato del Consorzio Etruria, l’altro gigante dai piedi d’argilla delle costruzioni, secondo i quali a provocare la crisi del Consorzio sarebbe stato anche l’accordo con la Btp sulla linea 2 della tramvia fiorentina che garantiva a Btp un margine garantito di 18 milioni. «In realtà - rivela Russotto - Btp ha un credito di 9,5 milioni col Consorzio, cambiali emesse nel dicembre 2010, appena sei mesi prima della richiesta di concordato preventivo. Immagino che quell’operazione sarà oggetto di indagine, non solo da parte dei commissari, ma anche della magistratura. Di sicuro i commissari del Consorzio non ci hanno cercato».Detta in altre parole, poteva il Consorzio non sapere che non sarebbe riuscito a onorare l’impegno? Una domanda che al momento non ha risposta. Intanto per oggi è fissata l’adunanza dei creditori della holding Hbf
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