Proteste
Una standing ovation per Leonardo Pieraccioni
Il regista-attore fiorentino ha incontrato gli studenti dell’istituto Copernico «In Italia non esistono geni incompresi, anzi tutti sono sopravvalutati»
Una lezione di cinema, ma anche di vita. Leonardo Pieraccioni, ospite d'onore all'Agorà dell’istituto “Copernico”, ha percorso la sua vita artistica, ma anche voluto dare qualche consiglio ai ragazzi: «Fate quello che vi piace, mettete il meglio di voi stessi, come se correste i 100 metri, se ci sono queste premesse il risultato ci sarà». Tra ricordi di scuola - tra il pubblico presente, anche figli di compagni di classe al tempo delle superiori («Ho scelto perito aziendale in corrispondenza estera perché l'80% degli studenti erano donne») -, e quelli degli esordi di carriera insieme a Ceccherini, Panariello e Conti con i “Succo di arancia”, Pieraccioni si è forse tolto anche qualche sassolino dalla scarpa: «In Italia non esistono geni incompresi, anzi tutti sono sopravvalutati se vali 5 vieni considerato da 7 se vali sei arrivi a 10 e poi vinci tre Oscar come Benigni. Del resto faccio fatica a trovare bravi scenografi e bravi attori».
. E qualche battuta politica: «Io non posso fare a meno di dire bischerate quando ho davanti a me più di 5 persone, una tendenza che mi ha procurato guai quando venivo interrogato, per questo ho fatto il comico, un altro un uomo di spettacolo è Berlusconi, anche lui non può fare a meno di dire bischerate».
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