Il Tirreno

Prato

Una standing ovation per Leonardo Pieraccioni

di Alessandra Agrati
Una standing ovation per Leonardo Pieraccioni

Il regista-attore fiorentino ha incontrato gli studenti dell’istituto Copernico «In Italia non esistono geni incompresi, anzi tutti sono sopravvalutati»

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Una lezione di cinema, ma anche di vita. Leonardo Pieraccioni, ospite d'onore all'Agorà dell’istituto “Copernico”, ha percorso la sua vita artistica, ma anche voluto dare qualche consiglio ai ragazzi: «Fate quello che vi piace, mettete il meglio di voi stessi, come se correste i 100 metri, se ci sono queste premesse il risultato ci sarà». Tra ricordi di scuola - tra il pubblico presente, anche figli di compagni di classe al tempo delle superiori («Ho scelto perito aziendale in corrispondenza estera perché l'80% degli studenti erano donne») -, e quelli degli esordi di carriera insieme a Ceccherini, Panariello e Conti con i “Succo di arancia”, Pieraccioni si è forse tolto anche qualche sassolino dalla scarpa: «In Italia non esistono geni incompresi, anzi tutti sono sopravvalutati se vali 5 vieni considerato da 7 se vali sei arrivi a 10 e poi vinci tre Oscar come Benigni. Del resto faccio fatica a trovare bravi scenografi e bravi attori».

. E qualche battuta politica: «Io non posso fare a meno di dire bischerate quando ho davanti a me più di 5 persone, una tendenza che mi ha procurato guai quando venivo interrogato, per questo ho fatto il comico, un altro un uomo di spettacolo è Berlusconi, anche lui non può fare a meno di dire bischerate».

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