Sicurezza
Gli ordini non si trovano più sotto casa
Il presidente Potenza chiede che si aiutino le piccole imprese ad andare all’estero. «Noi ci mettiamo i prodotti»
PRATO
«Noi portiamo i prodotti, voi pensate a creare contesti favorevoli per le imprese nei mercati esteri». In queste parole è racchiusa la sintesi del Potenza pensiero. Il presidente degli artigiani di Cna Prato, Anselmo Potenza, risponde all’invito del presidente della Camera di Commercio Carlo Longo di accompagnare le piccole imprese nel mondo rilanciando l’idea di un progetto di fiera sul territorio. «Per chi fa un prodotto finito e chi produce semilavorati».
Presidente, secondo lei quali sono le strategie che le piccole e medie imprese del territorio dovrebbero adottare per riuscire a internazionalizzarsi?
«Chiunque può riuscirci a prescindere dal tipo di prodotto. Tra le aziende che quest’anno hanno ricevuto in premio lo Stefanino d’oro c’è anche la Gimetal, che per l’appunto ha da poco aperto due filiali a New York e in Brasile. Sto parlando di una realtà che è riuscita a valorizzare il proprio marchio nel mondo legando un prodotto apparentemente banale come le pale per la pizza (e più in generale gli utensili per la ristorazione) all’identità del proprio territorio».
Non tutte però hanno la struttura per farcela con le proprie gambe.
«E’ importante, infatti, che le istituzioni facciano la loro parte, attivando una serie di politiche atte a creare un contesto favorevole nei mercati esteri che favorisca l’ingresso delle nostre imprese a prescindere dalla tipologia di prodotto. A maggior ragione nel settore della moda, in cui il “made in Italy” è già un brand affermato. D’altra parte, le imprese devono metterci qualità, riconoscibilità del prodotto e il prezzo».
Secondo il presidente della Camera di Commercio quello dell’internazionalizzazione del prodotto è un percorso obbligato per le imprese che vogliono smarcarsi dalla crisi che attanaglia l’economia. Dal suo osservatorio privilegiato sul settore, cosa suggerirebbe di fare?
«Le istituzioni dovrebbero sviluppare attività di carattere culturale, in particolare nei luoghi dove l’artigianalità toscana è un gusto affermato. Ma è ai mercati emergenti che bisogna guardare, con iniziative come quella in corso in questo periodo a Mosca, rivolta a quelle aziende interessate a esplorare il mercato russo che è tra i più interessati ai nostri prodotti. Tutto questo può avere senso solo se anche gli imprenditori, da parte loro, si sforzano per superare quella pigrizia mentale che spesso li caratterizza e cominciano a convincersi che il lavoro non si trova più sotto casa, ma fuori».
Qual è il modo migliore per intraprendere questo percorso?
«La risposta sta nelle filiere e nelle aggregazioni di imprese all’interno delle quali riconoscere un soggetto che faccia da punto di riferimento. Le associazioni di categoria stanno già facendo la loro parte per favorire questo processo, per esempio nel settore metalmeccanico. Nell’ambito della moda è un po’ più complicato poiché si viene da un momento difficile, ma ci stiamoprovando. L’importante è cercare di individuare i mercati dove via via si sposta la domanda».
Che cosa ne pensa di una fiera a Prato dedicata alla piccola impresa come opportunità per far conoscere la produzione locale a potenziali clienti di tutto il mondo?
«Ho sempre visto di buon occhio questa possibilità e considero un errore aver abbandonato l’ipotesi del polo espositivo nell’area dell’ex Banci. Poteva essere il posto giusto per pensare di crearci un centro fieristico, anche se con le dovute modifiche rispetto al progetto iniziale».
Quale idea di fiera vorrebbe vedere realizzata sul territorio?
«Una fiera che valorizzi il più possibile il prodotto finito, ma anche chi produce semilavorati che sono un settore importantissimo della nostra impresa. Nella fase di rifinizione raggiungiamo livelli di qualità unici al mondo, e questo è un messaggio che dovrebbe arrivare ai potenziali consumatori attraverso una buona politica di comunicazione. Ma non mi riferisco solo al tessile. Per esempio, sul territorio abbiamo una delle più grandi aziende specializzate nella produzione di infissi».
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