Finanza
Ancora testa a testa tra Cavicchi e Matteini
Pranzo dei saggi con gli imprenditori e poi consultazioni. Per tutti c’è voglia di “alzare la testa”
PRATO
Abbiamo tra i nostri soci un extraterrestre?» E’ con questa battuta che si è chiuso ieri il pranzo di una decina di imprenditori (Maselli, Gramigni, Taddeucci Sassolini, Borsini, Cangioli, Gualtieri, Picchi, Lucchesi per citarne una parte) con i tre saggi (Longo, Mazzi, Tempestini) che dovranno tirare le somme e valutare il nome del collega a cui chiedere di guidare l’Unione industriale. Un pranzo in cui è stato tracciato l’identikit del nuovo presidente degli industriali pratesi (impossibile trovarne uno con tutte le caratateristiche) e un elenco dei temi più cari ai colleghi e che ha anticipato la seconda tranche di consultazioni. Al termine di una lunga giornata di lavori nel Palazzo dell’Industria poche le novità dal punto di vista dei nomi (c’è un sostanziale testa a testa tra Andrea Cavicchi e Riccardo Matteini e qualche attestato di stima per Francesca Fani e Fabia Romagnoli) mentre è emersa forte una voglia di rappresentanza e di partecipazione di tutti gli imprenditori associati. Il vento nuovo che soffia sull’Unione industriale pratese, e che non è assolutamente una critica nei confronti dell’uscente Riccardo Marini, sembra aver coinvolto tutta la base che, partecipa alla scelta del presidente, e che vuole essere rappresentata.
E oggi come non mai, questa è una sintesi dell’opinione dei tanti imprenditori sentiti, coloro su cui convergono le preferenze (entrambi) rappresentano un’Unione forte, presente sul territorio e che guarda con attenzione a quello che accade in Italia e in Europa. Gli imprenditori pratesi, dopo un periodo di crisi e di “ritiro” nelle proprie aziende, sono tornati ad aver voglia di portare avanti le loro istanze insieme, all’interno dell’associazione e ritengono che questa volontà debba essere portata all’esterno con forza. L’Unione, insomma, deve tornare ad avere un forte ruolo di rappresentanza che non può essere delegato alla politica.Cavicchi e Matteini sono, del resto, due uomini e due imprenditori totalmente diversi tra loro ma accomunati da caparbietà e forte senso di appartenenza all’associazione, soci di aziende solide e percepite come virtuose e condividono un interesse non solo per i lanifici, o una singola fase, ma per l’intera filiera che chiede più di sempre di far sentire la propria voce. In che modo? Su questo si differenziano le opinioni e quindi la preferenza. Appare chiaro che alla f ine un ruolo importante l’avranno i saggi a cui spetta il difficile ruolo di sintesi.
Ilenia Reali
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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