Italia
Super master per imprenditori, a Roma
Longo: «Soldi al Pin solo capendo cosa è giusto finanziare». La Camera di Commercio punta su export e piccole imprese
PRATO
La Camera di commercio di Prato si candida a guidare le piccole imprese nel mondo, per far uscire l'economia locale da una crisi stagnante. Secondo il presidente Carlo Longo i mercati esteri costituiscono uno sbocco importante per le produzioni manifatturiere, ma per vincere la sfida servono nuove competenze imprenditoriali. «Lo stato dell'arte in Italia è rappresentato da 5.000 imprese che vendono regolarmente i loro prodotti all'estero, altre 90mila che lo fanno in modo saltuario e la maggior parte che non lo fa - spiega il presidente della Cciaa - Eppure l'unica voce che in questo momento registra una crescita in economia è l'esportazione, per cui bisogna fare il possibile per accompagnare le piccole medie imprese all'estero».
Presidente, secondo lei qual è la strada migliore per intraprendere questo cammino?
«Come sistema camerale nazionale siamo impegnati a fare crescere il gruppo delle cinquemila imprese, che qui sosterremo facendo la nostra parte di investimenti. Proprio in questo periodo è in corso una missione in Russia: per sei mesi, in partnership con altre Camere di commercio, abbiamo preso uno spazio del Mod Design Center di Mosca per aiutare le piccole realtà che operano nel campo dell'interior e product design a esplorare un nuovo mercato».
Tra gli imprenditori che non si possono permettere di andare fuori, c'è chi propone di organizzare una fiera a Prato. Lei cosa ne pensa?
«Qui mancherebbe lo spazio idoneo per organizzarla. Quello che invece stiamo cercando di fare è portare operatori internazionali del manifatturiero sul nostro territorio attraverso un'attività di incoming. La Camera di commercio, per esempio, potrebbe fare da testa di ponte tra compratori esteri interessati ai nostri prodotti e le piccole realtà imprenditoriali».
In questa direzione andavano anche le linee generali di "Prato in Progress". Che fine ha fatto il progetto promosso dalla Cciaa e coordinato da Enzo Rullani?
«Fu il Tavolo di distretto a chiedere all'ente camerale un progetto, che abbiamo portato fino in fondo. Da parte nostra non è stato uno spreco di risorse poiché lavorare con Enzo Rullani e Irene Tinagli che ha coordinato la parte creativa, sempre a contatto con le imprese e le istituzioni, è stata una lezione da cui abbiamo imparato molto. Tant'è che la nostra attuale azione politica va nella stessa direzione indicata dalle linee del progetto: internazionalizzazione, supporto al credito e semplificazione».
Quanto conta invece la formazione?
«La formazione deve essere fatta in modo continuo e noi vogliamo stare in linea con questo principio cercando di rispondere il più possibile al fabbisogno delle imprese. Proprio con il lavoro svolto da "Prato in Progress" ci siamo resi conto di come gli imprenditori di oggi abbiano bisogno di competenze più ampie per affrontare i mercati, da qui l'idea di mettere in piedi un master aperto a giovani che hanno nuove idee e progetti imprenditoriali. Metteremo a disposizione risorse per finanziare borse di studio che faranno riferimento a progetti specifici. Il master partirà a maggio ed è organizzato dall'Istituto Guglielmo Tagliacarne di Roma».
Se c'era quest'esigenza, perché la Camera di commercio non ha pensato al Polo universitario di Prato?
«Il Pin doveva essere una cinghia di trasmissione tra l'Università di Firenze e le imprese del territorio, che però non ha funzionato».
Per questo motivo l'ente camerale ha deciso di tagliare i fondi destinati al Pin?
«Abbiamo sempre contribuito allo sviluppo del Polo universitario di Prato, sostenendolo con un impegno di risorse che adesso non può più essere confermato senza porre condizioni. Questo significa che prima di affrontare un piano di investimenti triennale vogliamo avere le idee chiare su cosa è giusto finanziare e cosa no, e riuscire a capire come intercettare la domanda, che finora è stata latente, da parte delle imprese».
Quindi non è una rottura definitiva.
«La prossima settimana si terrà un incontro tra Camera di commercio e Pin al quale, spero, parteciperanno anche le associazioni imprenditoriali. Se ci saranno le condizioni per finanziare un'attività o progetti, lo faremo come abbiamo sempre fatto. Prima però vorrei capire se l'Università di Firenze è ancora interessata a investire su Prato, visto che ha ridotto di tre quarti il suo impegno economico nei confronti del Pin».
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