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Prato

Rivolta degli industriali contro Publiacqua

Rivolta degli industriali contro Publiacqua

Paci: «Condizioni capestro alle aziende». Appello alla politica: «Avanti con l ’acquedotto industriale»

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PRATO

La goccia è stata il divieto di aumentare i quantitativi di scarico di acqua di quattro aziende tessili. In pratica il divieto di aumentare la produzione. E’ stata l’ultimo dei motivi di forte disagio che l’Unione industriali manifesta verso Publiacqua e il motivo della riunione avvenuta il 14 in Comune alla quale hanno partecipato il vicesindaco con delega all’Ambiente Goffredo Borchi, anche nella sua veste di presidente dell'Ato 3, la Provincia, Arpat, i Comuni di Vaiano e di Vernio, Publiacqua e imprese a forte consumo di acqua. Queste ultime, rappresentate dall'Uip e dal Consorzio, hanno evidenziato i problemi conseguenti all’ inadeguatezze del sistema fognario del territorio. Due le richiesta chiare e forti degli industriali: la prima è rivolta al mondo della politica che, secondo Uip, deve muoversi affinchè Publiacqua si prende le proprie responsabilità, ovvero metta in campo una serie di interventi per ammodernare la rete fognaria che in molti tratti ha difficoltà a contenere e trasportare i quantitativi di acque chiare e nere al depuratore. La seconda riguarda la necessità di far marciare con speditezza il progetto di acquedotto industriale. Un progetto nato nel 2006, sottoscritto in un accordo di programma, e che ha ricevuto nel 2009 « visto che non era stato ancora compiuto alcun passo» dice Paci,l a disponibilità degli industriali ad accollarsi 19 dei 30 milioni di euro necessari alla realizzazione. Serve che il Comune porti in Regione le carte e che la Regione intercetti il ministero per rendere operativo l’accordo di programma. «Le imprese pagano - continua Paci - per un servizio di fognatura che è il più costoso d'Italia e in più siamo oggetto di vere vessazioni». Ciò che sta accadendo lo racconta Paci: «Da parte di Publiacqua vi sono timori per le conseguenze dell'inadeguatezza di vari punti della rete fognaria pratese. L’azienda invece di intervenire su un'accurata manutenzione della vecchia fognatura e spingere per la realizzazione della nuova, cerca di mettersi al sicuro imponendo alle imprese condizioni irrealistiche per gli scarichi. Basti pensare - continua - che ci viene richiesto di immettere nella fognatura acque con standard qualitativi come se scaricassimo in un fiume, e di farlo distribuendo gli scarichi non in 12 ma sulle 24 ore». La soluzione? «Quella vera e definitiva è la fognatura industriale - conclude Paci - Le imprese rimangono in attesa di interventi risolutivi da parte della politica, quella con la P maiuscola».

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