Trasporti
Ecco le mamme anticemento
A Pizzidimonte e La Querce cresce il movimento in difesa del giardino pubblico di via Bresci
PRATO. Nonostante i coriandoli facessero tanto festa di Carnevale, ieri pomeriggio le mamme di Pizzidimonte e della Querce non erano molto in vena di scherzi. Mentre i più piccoli correvano per il prato indossando maschere colorate, l'argomento che si dibatteva fra i grandi era molto serio: la difesa dell'unico polmone verde del quartiere, in via Bresci lungo la strada verso Pizzidimonte. Giù le mani dal giardino pubblico dove si parla di costruire una trentina di alloggi di edilizia sociale. Loro però, i cittadini, non sono contro le case popolari ma dicono no al cemento e al consumo di suolo nell'unico fazzoletto verde del quartiere. Quanto basta insomma per far alzare la voce a un comitato che si professa senza colore politico e ha già raccolto 150 firme in una settimana.
A riceverli sarà l'assessore all'Urbanistica Gianni Cenni, mentre per martedì sera è in programma un'assemblea pubblica nei locali della parrocchia di Pizzidimonte. Anche perché il popolo della Querce non si aspettava certo di sapere che lì verranno tirati su palazzi - secondo indiscrezioni trapelate dall'ufficio urbanistica, si tratterebbe di due edifici che insisterebbero lungo quell'area verde - mentre i piani urbanistici della precedente giunta avevano prevedevano un'area adibita a verde (l'attuale) e plesso scolastico. Ovvero, la promessa dell'agognata scuola materna comunale (che oggi manca) nella porzione di terreno di circa 3.200 metri quadri tra via Bresci e via 30 Novembre.
«Abbiamo saputo che Pizzidimonte rientra nelle aree designate dall'accordo tra il Comune e la Regione per l'emergenza sfratti. Si fa presto a fare i conti perché l'unico terreno pubblico è questo giardino», lamenta il portavoce del comitato Francesco Carulli. Trattandosi di un quartiere ad alta densità residenziale, ben si capisce la protesta di così tanti genitori. «Il punto non sono le case popolari - sottolineano Filippo Ringressi e Emanuela Minganelli -. Non saremmo d'accordo nemmeno se ci facessero delle villette a schiera. Non vogliamo il cemento, solo mantenere il verde dove possono giocare i nostri bambini, l'unico a disposizione in questa frazione».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
