Attenzione
E la Provincia “libera” 200mila euro
Sarà la Fondazione Cariprato a finanziare direttamente la Soprintendenza: firmato l’accordo
PRATO
Sulla storia di Gonfienti e degli Etruschi sepolti sotto terra ormai si potrebbe comporre un romanzo. L'ultimo capitolo, quello più avvincente e decisivo di una trama ricca di colpi di scena, è stato scritto ieri in Provincia. E racconta che finalmente una prima tranche delle risorse messe a disposizione per Gonfienti - 200mila euro iscritti a bilancio dalla Provincia già nel 2010 - si possono utilizzare. Soldi rimasti imbrigliati nelle tenaglie della burocrazia, impossibile da spendere perché il sito archeologico posto a vincolo dalla Soprintendenza insiste su un'area privata (la società dell'Interporto spa il cui azionista di maggioranza è il Comune). I vari appelli lanciati dall'assessore provinciale alla Cultura Edoardo Nesi durante il 2011, con la richiesta all'Interporto di un comodato d'uso gratuito di quei terreni per almeno 50 anni, caddero nel vuoto. Adesso lo scoglio è stato superato perché quei 200mila euro toccheranno comunque alla Soprintendenza ai beni archeologici per finanziare la messa in sicurezza del sito e la ripresa degli scavi (fermi dal 2007), secondo un progetto della Soprintendenza stessa. Solo che ad erogarli sarà la Fondazione Cariprato, con cui la Provincia ha firmato ieri mattina un importante protocollo d'intesa per un impegno reciproco sul versante dei beni culturali e in un'ottica di attrazione turistica per Prato.
«Abbiamo perso tanti anni e la perdita di un pezzo di storia del nostro antichissimo passato - osserva Nesi - sarebbe stata una beffa, la dimostrazione dell'incapacità della nostra città di difendere le sue radici. Sarà ora la Fondazione, grazie alla sensibilità del suo presidente, a finanziare direttamente la Soprintendenza perché la legge non consente che la Provincia possa finanziare un ente emanazione dello Stato. Sbloccando le risorse, a Gonfienti sarà possibile ripartire con gli scavi, appena la Soprintendenza avrà appaltato i lavori. E' auspicabile entro l'anno. Ma la priorità è conservare le testimonianze che ci sono già state restituite dal passato».
Ma la partita con la Fondazione, frutto di una sinergia che per il vincitore del Premio Strega rappresenta un «momento storico», non si esaurisce qui. Anche perché il valore economico del protocollo è di 400mila euro.
I fondi stanziati inizialmente dalla Provincia per Gonfienti verranno dirottati su quei beni culturali dove era già previsto un impegno della Fondazione. Ovvero, il progetto per creare un Museo di arte sacra nel complesso di San Domenico (100mila euro), il restauro del pianoterra della Badia di Vaiano (35 mila euro), il restauro e la ristrutturazione del convento di Galceti (35 mila euro) e l'intervento di recupero della badia di San Pietro a Figline. Dal canto suo, la Fondazione riconosce l'appeal turistico racchiuso nel sito di Gonfienti e tende la mano alla città.(m.l.)
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